CHE SCHIFO!!!

domenica 31 maggio 2009




Il corteo no-global ha sfilato per le strade di Roma con molti immigrati
Attimi di tensione a piazza Vittorio.

Tra gli slogan "Noi la crisi non la paghiamo" e "El pueblo unido jamas serà vencido"
Sotto al Campidoglio cori contro Alemanno. A Botteghe oscure si canta "Bella ciao"

CHE SCHIFO!!!
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Dal Forum Politica in Rete

E' ormai appurato che gli immigrati vengono qui per vivere nel mondo capitalista-mondialista! E' pazzesco che questa gente, che a parole si dichiara 'contro la globalizzazione', riesca (senza vergogna) in questo caso a supportare chi nel sistema capitalista ci vuole vivere!!!!!
Scommetto che se in Europa si riuscisse a superare il sistema capitalista (quindi niente più Nike, Mcdonalds, ecc), qui non verrebbe più nessuno!!!!

L'Internazionalismo è la l'altra faccia della medaglia mondialista!
Già qualche tempo fa il blog Resistenza Nazionale (RESISTENZA NAZIONALE) pubblicava il seguente:

L’internazionalismo del XIX e del XX secolo ha avuto un ruolo assai significativo nella decadenza dei concetto di Patria e Nazione. Per molti anni le forze dietro questi movimenti hanno condotto una dura e violenta campagna contro il nazionalismo e il patriottismo. Il concetto stesso di Nazione ha pagato a caro prezzo l’arroganza dell’Internazionalismo!
Per i marxisti, per personaggi come Lenin, la ‘rivoluzione comunista’ doveva avere un obiettivo internazionale e spazzare via le nazioni. Per Trotskji ‘la rivoluzione russa è parte della rivoluzione internazionale e che la vittoria definitiva del socialismo in Russia è legata a quella della rivoluzione mondiale’!
E’ evidente come l’internazionalismo marxista abbia quindi dato un consistente contributo all’indebolimento dei concetti di patria, stato e nazione. Ha contribuito, pertanto, a rendere fertile il terreno perché vi attecchisse il seme dell’omologazione culturale, quale prodotto della globalizzazione.
Inoltre, molti dei concetti alla base del processo mondialista capitalista che hanno contribuito a preparare il terreno all’affermazione della globalizzazione culturale, sono di fatto strettamente legati alle ‘idee’ comunisto-marxiste: il liberalismo, l’anti-razzismo, il cosmopolitismo, il politically-correct, per citarne alcuni.
Ideologie-satellite che, guarda caso, si prestano perfettamente a supportare gli obiettivi delle oligarchie turbocapitaliste!
L’ennesima prova di come sia di fatto IPOCRITA e fasulla l’opposizione rossa alla globalizzazione, visto che gli obiettivi di tale progetto sono sostanzialmente analoghi a quelli dell'internazionalismo social-comunista!




SVENDITA ITALIA: L'ABC - PANFILO BRITANNIA

lunedì 25 maggio 2009

Tutti gli uomini del Grasso Banchiere

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DI NICOLETTA FORCHERI

Dalla lettura di un articolo del Corriere di
qualche giorno fa, la Goldman
Sachs sarebbe sul punto di prendere il controllo
della rete Wimax italiana; del resto non c’è
nessuna sorpresa, visto il ruolo cruciale che la
Goldman, azionista della Federal Reserve americana,
ha svolto sin dall’inizio nella svendita
dell’Italia, di cui si può ragionevolmente
affermare che sia iniziata con esattezza il 2
giugno 1992 – nonostante alcuni precedenti
inutili tentativi - con l’accordo preso sul panfilo
Britannia, onori di casa fatti dalla Regina d’Inghilterra, al largo di Civitavecchia, tra Draghi, allora
direttore generale del Tesoro, Azeglio Ciampi, in qualità di governatore della Banca d’Italia, e un
centinaio tra rappresentanti della finanza anglosassone americana (Barclays, Warburg, azionista della
Federal Reserve, PricewaterhouseCoopers – ex Coopers & Lybrand – Barings – oltre alla Goldman
ecc.) e degli ambienti industriali e politici italiani. Era presente anche Costamagna, che diventerà
dirigente della Goldman quando sua moglie finanzierà l'ultima campagna elettorale di Prodi.
Lì gli angli dettarono le istruzioni su come privatizzare, per scelta obbligata, le industrie italiane statali.
Con l’aiuto della stampa iniziò una campagna martellante per incutere il timore nel popolo italiano
di “non entrare in Europa”, manco ne fossimo stati tra i Sei paesi fondatori…
E questa è oramai storia, tant’è vero che sull’episodio del “panfilo Britannia” vi furono le interrogazioni
parlamentari di alcuni onorevoli come Raffaele Tiscar (DC), Pillitteri e Bottini (PSI) Antonio
Parlato (MSI), autore di tre interrogazioni rimaste senza risposta e della senatrice Edda Fagni (PCI).
Fu l’inizio dell’era dei governi tecnici, dopo 40 anni di regime DC, con il “tecnico” Ciampi, il tecnico
Amato, il tecnico Prodi. Il governo doveva, a tutti i costi essere “tecnico”, pur di non fare arrivare
al potere neanche un’idea, che fosse tale e che lo fosse per il bene del paese, come sarebbe potuto
esserla quella, ad esempio, di un Aldo Moro…
Era la stagione dell’attentato a Falcone cosicché – guarda caso - la stampa non diede il dovuto risalto
all’incontro, e da poco erano iniziate le indagini di Tangentopoli - nome in codice Manipulite –
cosicché molti esponenti degli ambienti politico-economici si ritrovarono improvvisamente “minacciati”
dall’insidia latente di potersi ritrovare nell’occhio del ciclone. Un modo per “ammorbidire”
un ambiente, prima della grande “purga”? Certo è che Manipulite sembra sia avvenuta proprio in un
momento opportuno per fare “PiazzaPulita” di una classe politica con velleità italiote, e per ottenere
le “ManiLibere” di fare entrare i governi dei “tecnici”, quelli che con i loro amici della Goldman e
della Coopers ci avrebbero inculcato la “medicina” amara della svendita dell’IRI.
Di sicuro un Craxi, per quanto corrotto, non avrebbe mai siglato un patto così scellerato, quello di
svendere tutto il comparto nazionale produttivo del paese (l’IRI ad oggi sarebbe stata la maggiore
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multinazionale al mondo e noi non saremmo un paese in svendita), lui che tenne testa agli americani
nella vicenda dell’Achille Lauro, negando loro l’accesso al nostro territorio per attaccare i sequestratori
della nave, terroristi palestinesi, e portando avanti le trattative con i terroristi nonostante il
veto del presidente Reagan… Certo è che Craxi, dopo l’inizio di Tangentopoli, dovette rassegnare
le dimissioni a febbraio del 1993…Guarda caso…
E, infatti, proprio qualche anno prima Craxi era stato duramente criticato dagli ambienti angloamericani,
quegli stessi che non si privano mai d’interferire nella nostra politica interna, proprio di “ingerenza
dello Stato in economia” - per voce dei loro accoliti Andreotti, Spadolini, Cossiga - perché
aveva decretato la fine del mandato di Enrico Cuccia come presidente di Mediobanca (di cui divenne
però presidente onorario), e perché si era opposto alla vendita dello SME, il complesso alimentare
dell’IRI, negoziato direttamente dal suo presidente Romano Prodi ma smentita da una direttiva
del Governo.
Mediobanca, secondo il sito e movimento internazionale Movisol
(http://www.movisol.org/draghi4.htm ) “fu posta sotto il controllo di fatto della Lazard Frères [altra
azionista della Fed Res] di Londra, una banca che è proprietà di un raggruppamento estremamente
influente dell’establishment britannico, il Pearson Group PLC (…) che controlla anche la rivista
“The Economist” e il quotidiano “Financial Times”. Nel piano di spartizione del bottino della seconda
guerra mondiale "l'Italia, occupata dalle potenze occidentali, sarebbe diventata un'area in cui
avrebbe predominato l'influenza britannica", influenza che nel frattempo è scesa a patti con la grandeur
della Francia….
Ma tornando agli angli, era quindi chiaro che per potere procedere alle privatizzazioni bisognava
togliere di torno una classe politica che mostrava i muscoli davanti a certe velleità statunitensi di
comandare a casa nostra, e soprattutto che non voleva mollare l’osso – o il malloppo - per lasciare
posto a una classe di tecnici, fedeli servitori delle banche e dei circoli finanziari angloamericani, il
cui motto era “privatizzare per saccheggiare”. Quella della condizione di tecnicità per accedere al
potere fu un imperativo talmente tassativo, da riuscire nell’intento di dividere il PCI, con una fetta
che divenne sempre più “tecnica”, sempre più British, sempre più amica delle banche, sempre più
…PD…
Il premio di tutta questa svendita, prevista per filo e per segno in tanto di Libri sulle privatizzazioni
dai governi tecnici, o di sinistra che dir si voglia (a firma di Amato o di Visco) fu la nostra “entrata
in Europa”, demagogicamente parlando, o la cessione della nostra già minata sovranità monetaria
dalla Banca d’Italia alla Banca centrale europea SA per una moneta, l’euro che, con il tasso iniziale
di cambio imposto euro-Lira troppo elevato fu penalizzante per le nostre esportazioni. Senza più la
possibilità di emettere moneta quando il governo lo reputi giusto, con la possibilità di vendere i titoli
del debito pubblico in mani istituzionali estere e private (fino al 2006 il nostro debito doveva rimanere
in mani pubbliche e nazionali), senza neanche un governo economico a livello europeo che
possa controllare quella banda di imbroglioni, è come se ci avessero improvvisamente messo sulla
piazza pubblica per venderci al mercato degli schiavi…
E non c’è l’ombra di un dubbio che nel nostro indebitamento crescente vi sia la mano invisibile di
qualche regia occulta, occulta ad esempio come i British Invisibles, che organizzarono appunto la
riunione sul panfilo, occulta come alcuni azionisti che si nascondono nelle partecipazioni incrociate
e a catena e di cui mai si riescono a scoprire i nomi. O come i mandanti di Soros che speculò sulla
Lira per svalutarla, facendoci uscire dallo SME (Sistema monetario europeo) proprio per ostentare
lo spauracchio del rischio di “non entrare in Europa”.
L’anno 1992 fu davvero un anno cruciale per il destino del nostro paese, tant’è vero che quando
Amato divenne presidente del Consiglio qualche giorno dopo l’incontro sul panfilo, con il decreto
333 dell’11 luglio trasformò in SpA le aziende di Stato IRI, ENI, INA ed ENEL e mise in liquidazione
l’Egam. In quell’anno, quando Amato dovette far fronte alla speculazione contro la Lira di
Soros, utilizzò 48 milioni di dollari delle riserve della Banca d’Italia, dopo avere operato un prelievo
forzoso dell’8 per mille dai conti correnti degli italiani. Sempre in quell’anno mise in liquidazione
l’Efim, le cui controllate passarono all’IRI e trasformò le FS in SpA. Sempre nel 1992 Draghi,
Direttore del Tesoro preparò la Legge Draghi che entrerà in vigore nel 1998 con il governo Prodi e
si predispose una legge per permettere la trattativa privata nella cessione dei beni pubblici qualora
fosse in gioco “l’interesse nazionale”….
Prodi, che dal 1990 al 1993 fu consulente della Unilever e della Goldman Sachs, quando nel maggio
del 1993 ritornò a capo dell’IRI riuscì a svendere la Cirio Bertolli alla Unilever al quarto del suo
prezzo e a collocare le azioni che le tre banche pubbliche, BNL (diventanta della BNP Paribas),
Credito italiano e Comit detenevano in Banca d’Italia, privatizzando il 95% della stessa. Indovinate
chi scelse come "Advisor"?
Uomini della Goldman, nel senso che vi hanno lavorato sono, oltre a Costamagna e Prodi, Monti
(catapultato alla carica di Commissario), Letta, Tononi e naturalmente Draghi. Sicuramente ce ne
sono altri; molti nostri uomini politici se non lavorano per la Goldman, lavorano per l'FMI, come
Padoa Schioppa, presidente della BEI, Banca europea per gli Investimenti.
Queste sono informazioni che dovrebbero essere spiegate in lungo e in largo dalla stampa, e sicuramente
superate dagli avvenimenti - tranne articoletto del Corriere sopra - e invece sono state, e lo
sono tutt'ora, accuratamente occultate al grande pubblico, anche se per quelli che gli altri si divertono
a chiamare complottisti, per denigrarne le parole, è storia arcinota.
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L'AQUILA E IL REGIME MILITARE POST TERREMOTO

martedì 19 maggio 2009

DA UNO DEI MIEI CONTATTI MYSPACE MI E' PERVENUTA QUESTA STRANA LETTERA CHE VI RIPROPONGO:

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A un mese e mezzo dal terremoto che ha devastato la provincia de L’Aquila, la situazione è tesa, drammatica e irrisolta.

Questa lettera è stata scritta da Andrea Gattinoni, un attore che si trovava a L’Aquila per presentare un film. Le parole sono dirette a sua moglie ma rappresentano un’efficace testimonianza per tutti quelli che a L’Aquila non ci sono ancora stati.

Voglio partire da qui per far luce su cosa sta accadendo in Abruzzo. Ho contattato volontari e abitanti affinchè ci fosse un supporto alle parole di Andrea o (magari) una smentita, perciò man mano che mi arriveranno altri riscontri aggiornerò questo blog.

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Lettera a mia moglie scritta ieri notte


Ho visto l’Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia ciascuno agli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell’unico posto aperto, dove vanno tutti, la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando “Si Può Fare” . Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, AnnaMaria, Franco e la sua donna.

Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva. Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo.


Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all’improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c’era la parola ‘cazzeggio’. A venti chilometri dall’Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Lì???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente. Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L’Aquila.


Poi c’è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E’ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l’importante è che all’esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l’ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che lì va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che "quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l’intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente". Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti lì è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c’è più, tutto perduto.


Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perché i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C’era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie. E poi quest’umanità all’improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato lì. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai.


Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c’erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli ‘Assaggi, assaggi’. Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finché Michele non l’ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: "Non bisogna perdere le buone abitudini".


Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere.

Anzi metto in rete questa mia lettera per te.


Andrea Gattinoni, 11 maggio notte


I Vincitori

Cardiac Arrhythmias (Aritmia Cardiaca)

lunedì 18 maggio 2009

Finalmente Marco Carta nel suo habitat naturale

sabato 16 maggio 2009

Una foto in miniera del pluriraccomandato, nonchè pluriinculato cantante che l'Italia abbia mai avuto!!! Ma chi te c'ha mannato n' miniera a De Filippi...?!

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Cane ingroppa una signora di mezza età