Il simbolo del motore di ricerca più conosciuto, usato e, naturalmente, criticato : Google, diventa un'opera d'arte moderna. Ora, grazie alle foto di un artista concettuale italiano, Filippo Minelli, il simbolo già molto noto del gigante della rete ha fatto il giro del mondo, trovando spazio in angoli impensabili. Basta dare un’occhiata al seguente link per rendersi dov’è arrivata la folle fantasia dell’artista: http://www.filippominelli.com/google.html. Da una chiesa francese a una scogliera spagnola, da un prato autunnale alla Grande Muraglia Cinese, il marchio di Google, grazie a Minelli, finisce in contesti impensabili.
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Google diventa un’opera d’arte (concettuale)
mercoledì 1 aprile 2009
Il simbolo del motore di ricerca più conosciuto, usato e, naturalmente, criticato : Google, diventa un'opera d'arte moderna. Ora, grazie alle foto di un artista concettuale italiano, Filippo Minelli, il simbolo già molto noto del gigante della rete ha fatto il giro del mondo, trovando spazio in angoli impensabili. Basta dare un’occhiata al seguente link per rendersi dov’è arrivata la folle fantasia dell’artista: http://www.filippominelli.com/google.html. Da una chiesa francese a una scogliera spagnola, da un prato autunnale alla Grande Muraglia Cinese, il marchio di Google, grazie a Minelli, finisce in contesti impensabili.
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Anémic Cinéma - Marcel Duchamp
venerdì 27 marzo 2009
Marcel Duchamp (Blainville-Crevon, 28 luglio 1887 – Neuilly-sur-Seine, 2 ottobre 1968) è stato un pittore, scultore e scacchista francese, naturalizzato statunitense nel 1955.
Considerato fra i più importanti e influenti artisti del XX secolo, nella sua lunga attività si occupò di pittura (attraversando le correnti del fauvismo e del cubismo), fu animatore del dadaismo e del surrealismo, e diede poi inizio all'arte concettuale, ideando il ready-made e l'assemblaggio.
Considerato fra i più importanti e influenti artisti del XX secolo, nella sua lunga attività si occupò di pittura (attraversando le correnti del fauvismo e del cubismo), fu animatore del dadaismo e del surrealismo, e diede poi inizio all'arte concettuale, ideando il ready-made e l'assemblaggio.
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L'Uomo che rappresentò il Nulla
mercoledì 25 marzo 2009
L'esempio di Joseph Kosuth e le sue ''First Investigations''

L'artista statunitense Joseph Kosuth uno dei padri dell'arte concettuale, a partire dal 1967, iniziò a produrre una serie di ingrandimenti fotografici di varie parole del vocabolario, sono le celebri First Investigations ( Prime Indagini). In una di esse dall'eloquente titolo 'Nothing' (Nulla), egli produce le gigantografie del termine 'nulla', così come lo ha trovato in differenti dizionari d'inglese. La scelta è doppiamente ambigua, inquanto il nulla è per definizione quanto di meno indefinile si possa immaginare, inoltre rappresentare il nulla significa impadronirsi di un concetto di fronte al quale la speculazione filosofica si arresta. Il nulla di Joseph Kosuth ,dunque, si esaurisce nelle sole definizioni, scientificamente vere anche se espressivamente fredde.
Tutto ciò perchè per Joseph Kosuth essere artisti nell'età moderna significa indagare la natura dell'arte, e per far questo occorre separare in modo netto il momento creativo, della pura ideazione, da quello realizzativo, cioè della pura tecnica.
Sembra poco, ma la denuncia dell'artista americano, è alquanto drammatica: Non v'è più spazio per un'arte che sia emozione e partecipazione, ma tutto è merce, perciò nel terrore di poter rendere l'arte un insignificante oggetto di consumo, come aveva fatto la pop generation, egli annulla l'oggetto stesso, cosicchè ogni idea artistica nasce e viene abortita nella testa di chi l'ha concepita.
(Il Bohemien)
L'artista statunitense Joseph Kosuth uno dei padri dell'arte concettuale, a partire dal 1967, iniziò a produrre una serie di ingrandimenti fotografici di varie parole del vocabolario, sono le celebri First Investigations ( Prime Indagini). In una di esse dall'eloquente titolo 'Nothing' (Nulla), egli produce le gigantografie del termine 'nulla', così come lo ha trovato in differenti dizionari d'inglese. La scelta è doppiamente ambigua, inquanto il nulla è per definizione quanto di meno indefinile si possa immaginare, inoltre rappresentare il nulla significa impadronirsi di un concetto di fronte al quale la speculazione filosofica si arresta. Il nulla di Joseph Kosuth ,dunque, si esaurisce nelle sole definizioni, scientificamente vere anche se espressivamente fredde.
Tutto ciò perchè per Joseph Kosuth essere artisti nell'età moderna significa indagare la natura dell'arte, e per far questo occorre separare in modo netto il momento creativo, della pura ideazione, da quello realizzativo, cioè della pura tecnica.
Sembra poco, ma la denuncia dell'artista americano, è alquanto drammatica: Non v'è più spazio per un'arte che sia emozione e partecipazione, ma tutto è merce, perciò nel terrore di poter rendere l'arte un insignificante oggetto di consumo, come aveva fatto la pop generation, egli annulla l'oggetto stesso, cosicchè ogni idea artistica nasce e viene abortita nella testa di chi l'ha concepita.
(Il Bohemien)
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