Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.
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Blasfemo
venerdì 12 giugno 2009
Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.
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Vestirsi Cosplay...
sabato 4 aprile 2009
Cosplay (コスプレ , kosupure?) è la pratica che consiste nell'indossare un costume che rappresenti un personaggio riconoscibile in un determinato ambito e interpretarne il modo di agire. Poiché il fenomeno ha avuto origine in Giappone, il personaggio rappresentato da un cosplayer viene spesso scelto tra quelli individuabili nei manga e negli anime giapponesi, ma non è raro che il campo di scelta si estenda ai tokusatsu, ai videogiochi alle band musicali, particolarmente di artisti J-Pop e J-Rock (musica pop e rock giapponese), ai giochi di ruolo, ai film e telefilm e ai libri di qualunque genere e persino alla pubblicità.
Il termine è una contrazione delle parole inglesi costume ("costume") e play ("interpretare/recitare"), che descrivono accuratamente l'hobby di divertirsi vestendosi come il proprio personaggio preferito. Oltre a travestirsi in occasione di manifestazioni pubbliche come i convegni sugli anime, non è inusuale per gli adolescenti giapponesi radunarsi assieme ad amici con la stessa passione solo per fare del cosplay.
La principale differenza tra il cosplay ed il vestirsi in costume praticato negli Stati Uniti e in Europa è che in Giappone le persone tipicamente si vestono come i personaggi di anime, manga, o videogiochi giapponesi, piuttosto che vestirsi come personaggi di Star Trek o in costumi rinascimentali, anche se ultimamente anche in Giappone stanno prendendo piede cosplay ispirati ad opere occidentali, grazie anche al successo internazionale di opere quali Harry Potter o la trilogia di film del Signore degli Anelli o la celebre saga di Star Wars. Un'altra differenza è che gran parte dei mascheramenti negli Stati Uniti e in Europa è legata ad eventi particolari come convegni e festival.
Il cosplay si è diffuso in tutto il mondo negli ultimi anni, unendosi al vestirsi in costume per i convegni di fantascienza in Nord America ed Europa, oltre che ad altri particolari tipi di ritrovi in costume, come le rievocazioni storiche di certe battaglie o avvenimenti, i raduni di giochi di ruolo dal vivo oppure in occasione di halloween e del carnevale.
Una piccola nicchia in questo campo è costituita dai dollers, il termine che indica un attore dilettante di kigurumi. Questi cosplayer indossano maschere (che li fa definire in giapponese anche animegao, ovvero "faccia da anime") e una calzamaglia completa per trasformarsi completamente nel loro personaggio.
Una definizione adottata in certi casi è quella di cross-players, da "cross-dressing" e "cosplayer": si usa talvolta per indicare coloro che abitualmente realizzano cosplay di personaggi del sesso opposto rispetto al loro. Non si tratta comunque di una vera e propria nicchia del cosplay, ma di una definizione a volte usata in modo improprio e non accettata da tutti gli appassionati. Le migliori cosplayers giapponesi si possono trovare ogni domenica ad Harajuku, quartiere di Tokyo, dove decine di ragazze si incontrano per mostrare i propri vestiti ai turisti incuriositi e ai fotografi.
LINK DELLA COMMUNITY COSPLAY ITALIANA: http://www.satyrnet.it/cosplay/index.htm
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Google diventa un’opera d’arte (concettuale)
mercoledì 1 aprile 2009
Il simbolo del motore di ricerca più conosciuto, usato e, naturalmente, criticato : Google, diventa un'opera d'arte moderna. Ora, grazie alle foto di un artista concettuale italiano, Filippo Minelli, il simbolo già molto noto del gigante della rete ha fatto il giro del mondo, trovando spazio in angoli impensabili. Basta dare un’occhiata al seguente link per rendersi dov’è arrivata la folle fantasia dell’artista: http://www.filippominelli.com/google.html. Da una chiesa francese a una scogliera spagnola, da un prato autunnale alla Grande Muraglia Cinese, il marchio di Google, grazie a Minelli, finisce in contesti impensabili.
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BLVD GALLERY...Se passate da Seattle fatevi un giretto
venerdì 27 marzo 2009
BLVD Gallery (pronounced "Boulevard") is a gallery devoted to the Urban Contemporary aesthetic and the rise of street art and graffiti culture. Noticing a lack of venues for Seattle's vibrant urban art scene, gallerist Kirsten Anderson and curator Damion Hayes along with partners Brian Rauchenbach and Marcus Lalario, decided to join forces and create a full fledged gallery devoted to the burgeoning underground scene, and are dedicated to bringing national and international talent to the city as well as fostering the talented local artists working within the genre. Effective January 1st 2009, BLVD will close it's doors as a physical gallery location. We have decided to take a break and decide what new direction we'll be taking the BLVD brand in the future. We would like to thank everyone who has supported and helped BLVD these past several years.
SITO UFFICIALE: www.blvdart.com
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