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Blasfemo

venerdì 12 giugno 2009

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Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.

Chiesa = Pornografia

venerdì 24 aprile 2009

Eiaculazione precoce, arriva lo spray miracoloso

martedì 7 aprile 2009

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Potrebbe già essere disponibile nelle farmacie di tutto il mondo dal 2011 lo spray contro l'eiaculazione precoce, un problema da molti sottovalutato ma che in Italia, secondo alcune stime non ufficiali, sembra interessare addirittura 4 milioni di uomini, e che nel mondo affligge circa un uomo su tre. Lo spray miracoloso è stato 'messo a punto' da alcuni ricercatori del Royal Victoria Hospital di Belfast, nell'Irlanda del Nord, e contiene alcuni anestetici in grado di ritardare l'eiaculazione, diminuendo la sensibilità del pene.



L'esito dello studio, condotto su circa 300 pazienti sofferenti di eiaculazione precoce, è stato recentemente pubblicato sulla rivista specializzata "British Journal of Urology International". Le 'cavie', prima del trattamento, avevano un orgasmo solamente dopo 30 secondi dall'inizio del rapporto sessuale, mentre dopo aver utilizzato lo spray riuscivano a prolungare il rapporto di circa otto volte (4 minuti).



Alcuni pazienti sono stati sottoposti a test 'placebo', ed è risultato che il rapporto veniva prolungato solamente di circa 1,7 volte (21 secondi in più).



Spiega Dinsmore Wallace, autore della ricerca e coordinatore dello studio: "L'eiaculazione precoce può essere una condizione molto dolorosa per gli uomini, e il 40% di loro ha avuto più esperienze in questo senso. Una patologia che può causare angoscia, frustrazione e inibizioni nell'intimità sessuale. Il nostro studio dimostra che quando lo spray, chiamato PSD502, viene applicato sul pene cinque minuti prima del rapporto sessuale migliorano le prestazioni e la durata, e di fatto l'eiaculazione precoce sparisce o è molto limitata".

Catholics do it better

sabato 4 aprile 2009

Dal Sito: Madsex

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È notte, lei è in ginocchio nelle docce del dormitorio e si dedica anima (è proprio il caso di dirlo) e corpo a una magistrale fellatio. Lui, sorpreso dalla qualità sopraffina della prestazione full contact della santerellina e dal piacere che lei stessa ne trae, domanda ingenuamente: “Ma chi ti ha insegnato?”. Lei, arrossendo appena: “Il parroco, da ragazza”. Ecco una delle tante esilaranti scene che troverete in uno dei libri più irriverenti e geniali degli ultimi tempi, Come sedurre la cattolica sul cammino di Compostela di Étienne Liebig (ed. Castelvecchi). Diario di viaggio, inchiesta sociologica e psicologica, anche un po’ Bildungsroman, il libro racconta le allegre e faticose vicissitudini dell’autore che percorre a piedi, come di regola dal Medioevo, il cammino dei pellegrini diretti dalla Francia alla cattedrale di Santiago di Compostela, in Spagna. Con un obiettivo assai libidinoso: sedurre (per usare un termine gentile) quante più pellegrine possibile, in una sorta di delirio dei sensi in cui la temperanza e la rinuncia svaniscono, un accesso ed eccesso di collezionismo della carne tanto più furioso quanto più lo spirito religioso delle sue vittime è, dapprincipio e solo a parole, forte e inflessibile. Per dimostrare cosa? “Ho scritto questo diario contro una forma di pensiero che rende gli uomini schiavi. Contro un dogma surreale… perché anche dopo duemila anni il primo bersaglio della Chiesa è la sessualità. Anche la mia, quindi. E l’unica difesa contro l’oppressione religiosa e sessuale è godere, godere e ancora godere, foss’anche con quelle stesse donne che diffondono un oscurantismo medievale - anzi, soprattutto con quelle - perché al piacere di ricondurle alle gioie della carne potrò aggiungere la subdola soddisfazione di aver fatto trionfare la Ragione”. cover_filosa.jpg
Ed ecco allora che da subito l’autore inanella una serie di vittorie con velocità e facilità tali da sorprendere anche se stesso. Béa, in pellegrinaggio con il marito, si fa “castigare” due volte nello stesso pomeriggio, mugolando con il crocifisso d’oro in bocca, nominando il nome di Dio invano nei momenti-climax, compiendo volentieri atti contro natura. E alla sera, mentre tenta di dormire, lo stremato Liebig sente Béa e il marito nella camera accanto impegnati in un amplesso selvaggio, e capisce di essere stato in realtà concupito da lei con il consenso di lui. Allora medita sull’ambiguità dei cattolici: “Fanno come tutti gli altri, scendono a patti con la morale, fanno giochetti perversi per ricreare il brivido dopo dieci anni di matrimonio? La religione ha imparato da secoli a venire a patti con gli istinti animaleschi: a loro la notte, a lei il giorno”. E conclude: “Dio chiude bottega alle otto di sera, come i pizzicagnoli”. Che dire poi della splendida Muriel? Dopo essersi portata a casa l’autore, non si nega davvero nulla, e nulla a lui nega, nemmeno le fantasie più lubriche sibilate nell’orecchio (e alla malora il sesto comandamento, così come il vizio capitale della lussuria). Una donna che a Étienne piace parecchio, perché in tutto quello che fa, fosse anche cucinare una omelette, c’è una sensuale serenità da vergine pronta al martirio che non può non eccitare chiunque.
Liebig è abile con le parole e i trucchi, anche bassi, della seduzione. E sfrutta, da invidiabile opportunista, le crepe, a volte veri e propri crepacci, nella corazza delle signorine. D’altra parte, quando fede e libido sono ardenti, bisogna pur trovare un punto d’incontro. “Divieto e trasgressione, angelo e bestia, santità e umanità. Il buon cattolico non si riconosce forse dal senso di colpa?”. Sì e no, anche perché le sedotte mandano gioiosamente al diavolo il rimorso (comunque senz’altro preferibile al rimpianto). Come l’integralista estrema Gwendoline, 36 anni, elettrice di ultradestra, che si fa sodomizzare di notte all’interno di una cappella funeraria di un cimitero. E che il mattino dopo, invece di essere prostrata dall’obbligatorio senso di colpa, senza adoperare le tipiche scuse (“non ero in me, avevo bevuto” e così via) propone un’orgia con le sue due amiche, in modo che anche loro possano godere di quel meraviglioso dono del Signore (che sia carità cristiana?). Il tutto raccontato con uno stile che rende quasi comiche e spesso grottesche le scene di sesso, delle quali non ci viene risparmiato alcun dettaglio, nemmeno il linguaggio da scaricatore di porto delle pellegrine timorate di Dio.
Che i cattolici più o meno integralisti battano con accanimento la strada del piacere della carne è cosa che oggi non sorprende più nessuno. E i pochi stupefatti è bene che aprano gli occhi, a maggior ragione perché non è una novità di questi tempi che si suol definire corrotti (oggi, semmai, si gioca con la tipica doppia e tripla morale un po’ più liberamente). Già una trentina e più di anni fa, a Milano si pescava a piene mani (indifferentemente dall’appartenenza politica) nel ricchissimo acquario delle ragazze di Comunione e Liberazione, dell’Azione Cattolica, delle collegiali delle Orsoline e Marcelline… E centinaia di gruppettari della sinistra extraparlamentare partivano per i raduni estivi della comunità di Taizé, in Francia, dove eserciti di giovani da tutta Europa mescolavano i loro feromoni eccitati e raggiungevano l’estasi non divina, bensì quella indotta dalle canne e dalle endorfine dopo l’orgasmo. In più, testimonia lo stesso Liebig, “All’ultima Giornata mondiale della gioventù, ragazze e ragazzi assediavano i bagni pubblici, e si chiudevano insieme”.
Allora dove sta la novità del libro? Innanzitutto nessuno aveva mai intrapreso uno studio statistico così accurato sull’argomento (prendendo per vero tutto ciò che l’autore racconta). E poi, era francamente difficile immaginare tale lascivia, tale dissolutezza in donne che si suppone tanto intrise di spiritualità e spirito di sacrificio da percorrere a piedi anche 1.500 chilometri sulla strada della salvezza dell’anima. Ma, evidentemente, il desiderio cacciato a calci nella cantina più nascosta e oscura, quando si è lontani da casa, nella natura, in una sorta di vacanza anche dal proprio Io più quieto e obbediente, morde e urla finché non esplode in forme devastanti. Ed è proprio così che appaiono le cattoliche di Liebig: donne sotto pressione, che aspettano solo chi tolga loro il tappo. E quando avviene, non c’è gara: si danno con quella completezza e impudicizia che viene in egual misura tanto dal peccato quanto dall’atteso castigo (spesso richiesto addirittura come tema dominante del rapporto sessuale, ed è per questo che le cattoliche sono le “vittime” perfette di una relazione sadomaso). In fondo è il principio cardine del cattolicesimo, spiega Liebig: perdizione e redenzione, macerazione e mortificazione, tutto un “Punitemi perché ho peccato, salvatemi perché ho confessato”. La confessione, appunto, il detergente assoluto dell’anima sempre a portata di mano. Tutto sommato c’è da invidiare il vero credente, perché con qualche Ave Maria e Padre Nostro e Atto di dolore se la cava sempre in scioltezza. Pronto a commettere il successivo, esaltante peccato.

Bondage: legarsi come salami per fare sesso...

martedì 31 marzo 2009