CHE SCHIFO!!!

domenica 31 maggio 2009




Il corteo no-global ha sfilato per le strade di Roma con molti immigrati
Attimi di tensione a piazza Vittorio.

Tra gli slogan "Noi la crisi non la paghiamo" e "El pueblo unido jamas serà vencido"
Sotto al Campidoglio cori contro Alemanno. A Botteghe oscure si canta "Bella ciao"

CHE SCHIFO!!!
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Dal Forum Politica in Rete

E' ormai appurato che gli immigrati vengono qui per vivere nel mondo capitalista-mondialista! E' pazzesco che questa gente, che a parole si dichiara 'contro la globalizzazione', riesca (senza vergogna) in questo caso a supportare chi nel sistema capitalista ci vuole vivere!!!!!
Scommetto che se in Europa si riuscisse a superare il sistema capitalista (quindi niente più Nike, Mcdonalds, ecc), qui non verrebbe più nessuno!!!!

L'Internazionalismo è la l'altra faccia della medaglia mondialista!
Già qualche tempo fa il blog Resistenza Nazionale (RESISTENZA NAZIONALE) pubblicava il seguente:

L’internazionalismo del XIX e del XX secolo ha avuto un ruolo assai significativo nella decadenza dei concetto di Patria e Nazione. Per molti anni le forze dietro questi movimenti hanno condotto una dura e violenta campagna contro il nazionalismo e il patriottismo. Il concetto stesso di Nazione ha pagato a caro prezzo l’arroganza dell’Internazionalismo!
Per i marxisti, per personaggi come Lenin, la ‘rivoluzione comunista’ doveva avere un obiettivo internazionale e spazzare via le nazioni. Per Trotskji ‘la rivoluzione russa è parte della rivoluzione internazionale e che la vittoria definitiva del socialismo in Russia è legata a quella della rivoluzione mondiale’!
E’ evidente come l’internazionalismo marxista abbia quindi dato un consistente contributo all’indebolimento dei concetti di patria, stato e nazione. Ha contribuito, pertanto, a rendere fertile il terreno perché vi attecchisse il seme dell’omologazione culturale, quale prodotto della globalizzazione.
Inoltre, molti dei concetti alla base del processo mondialista capitalista che hanno contribuito a preparare il terreno all’affermazione della globalizzazione culturale, sono di fatto strettamente legati alle ‘idee’ comunisto-marxiste: il liberalismo, l’anti-razzismo, il cosmopolitismo, il politically-correct, per citarne alcuni.
Ideologie-satellite che, guarda caso, si prestano perfettamente a supportare gli obiettivi delle oligarchie turbocapitaliste!
L’ennesima prova di come sia di fatto IPOCRITA e fasulla l’opposizione rossa alla globalizzazione, visto che gli obiettivi di tale progetto sono sostanzialmente analoghi a quelli dell'internazionalismo social-comunista!




SVENDITA ITALIA: L'ABC - PANFILO BRITANNIA

lunedì 25 maggio 2009

Tutti gli uomini del Grasso Banchiere

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DI NICOLETTA FORCHERI

Dalla lettura di un articolo del Corriere di
qualche giorno fa, la Goldman
Sachs sarebbe sul punto di prendere il controllo
della rete Wimax italiana; del resto non c’è
nessuna sorpresa, visto il ruolo cruciale che la
Goldman, azionista della Federal Reserve americana,
ha svolto sin dall’inizio nella svendita
dell’Italia, di cui si può ragionevolmente
affermare che sia iniziata con esattezza il 2
giugno 1992 – nonostante alcuni precedenti
inutili tentativi - con l’accordo preso sul panfilo
Britannia, onori di casa fatti dalla Regina d’Inghilterra, al largo di Civitavecchia, tra Draghi, allora
direttore generale del Tesoro, Azeglio Ciampi, in qualità di governatore della Banca d’Italia, e un
centinaio tra rappresentanti della finanza anglosassone americana (Barclays, Warburg, azionista della
Federal Reserve, PricewaterhouseCoopers – ex Coopers & Lybrand – Barings – oltre alla Goldman
ecc.) e degli ambienti industriali e politici italiani. Era presente anche Costamagna, che diventerà
dirigente della Goldman quando sua moglie finanzierà l'ultima campagna elettorale di Prodi.
Lì gli angli dettarono le istruzioni su come privatizzare, per scelta obbligata, le industrie italiane statali.
Con l’aiuto della stampa iniziò una campagna martellante per incutere il timore nel popolo italiano
di “non entrare in Europa”, manco ne fossimo stati tra i Sei paesi fondatori…
E questa è oramai storia, tant’è vero che sull’episodio del “panfilo Britannia” vi furono le interrogazioni
parlamentari di alcuni onorevoli come Raffaele Tiscar (DC), Pillitteri e Bottini (PSI) Antonio
Parlato (MSI), autore di tre interrogazioni rimaste senza risposta e della senatrice Edda Fagni (PCI).
Fu l’inizio dell’era dei governi tecnici, dopo 40 anni di regime DC, con il “tecnico” Ciampi, il tecnico
Amato, il tecnico Prodi. Il governo doveva, a tutti i costi essere “tecnico”, pur di non fare arrivare
al potere neanche un’idea, che fosse tale e che lo fosse per il bene del paese, come sarebbe potuto
esserla quella, ad esempio, di un Aldo Moro…
Era la stagione dell’attentato a Falcone cosicché – guarda caso - la stampa non diede il dovuto risalto
all’incontro, e da poco erano iniziate le indagini di Tangentopoli - nome in codice Manipulite –
cosicché molti esponenti degli ambienti politico-economici si ritrovarono improvvisamente “minacciati”
dall’insidia latente di potersi ritrovare nell’occhio del ciclone. Un modo per “ammorbidire”
un ambiente, prima della grande “purga”? Certo è che Manipulite sembra sia avvenuta proprio in un
momento opportuno per fare “PiazzaPulita” di una classe politica con velleità italiote, e per ottenere
le “ManiLibere” di fare entrare i governi dei “tecnici”, quelli che con i loro amici della Goldman e
della Coopers ci avrebbero inculcato la “medicina” amara della svendita dell’IRI.
Di sicuro un Craxi, per quanto corrotto, non avrebbe mai siglato un patto così scellerato, quello di
svendere tutto il comparto nazionale produttivo del paese (l’IRI ad oggi sarebbe stata la maggiore
2
multinazionale al mondo e noi non saremmo un paese in svendita), lui che tenne testa agli americani
nella vicenda dell’Achille Lauro, negando loro l’accesso al nostro territorio per attaccare i sequestratori
della nave, terroristi palestinesi, e portando avanti le trattative con i terroristi nonostante il
veto del presidente Reagan… Certo è che Craxi, dopo l’inizio di Tangentopoli, dovette rassegnare
le dimissioni a febbraio del 1993…Guarda caso…
E, infatti, proprio qualche anno prima Craxi era stato duramente criticato dagli ambienti angloamericani,
quegli stessi che non si privano mai d’interferire nella nostra politica interna, proprio di “ingerenza
dello Stato in economia” - per voce dei loro accoliti Andreotti, Spadolini, Cossiga - perché
aveva decretato la fine del mandato di Enrico Cuccia come presidente di Mediobanca (di cui divenne
però presidente onorario), e perché si era opposto alla vendita dello SME, il complesso alimentare
dell’IRI, negoziato direttamente dal suo presidente Romano Prodi ma smentita da una direttiva
del Governo.
Mediobanca, secondo il sito e movimento internazionale Movisol
(http://www.movisol.org/draghi4.htm ) “fu posta sotto il controllo di fatto della Lazard Frères [altra
azionista della Fed Res] di Londra, una banca che è proprietà di un raggruppamento estremamente
influente dell’establishment britannico, il Pearson Group PLC (…) che controlla anche la rivista
“The Economist” e il quotidiano “Financial Times”. Nel piano di spartizione del bottino della seconda
guerra mondiale "l'Italia, occupata dalle potenze occidentali, sarebbe diventata un'area in cui
avrebbe predominato l'influenza britannica", influenza che nel frattempo è scesa a patti con la grandeur
della Francia….
Ma tornando agli angli, era quindi chiaro che per potere procedere alle privatizzazioni bisognava
togliere di torno una classe politica che mostrava i muscoli davanti a certe velleità statunitensi di
comandare a casa nostra, e soprattutto che non voleva mollare l’osso – o il malloppo - per lasciare
posto a una classe di tecnici, fedeli servitori delle banche e dei circoli finanziari angloamericani, il
cui motto era “privatizzare per saccheggiare”. Quella della condizione di tecnicità per accedere al
potere fu un imperativo talmente tassativo, da riuscire nell’intento di dividere il PCI, con una fetta
che divenne sempre più “tecnica”, sempre più British, sempre più amica delle banche, sempre più
…PD…
Il premio di tutta questa svendita, prevista per filo e per segno in tanto di Libri sulle privatizzazioni
dai governi tecnici, o di sinistra che dir si voglia (a firma di Amato o di Visco) fu la nostra “entrata
in Europa”, demagogicamente parlando, o la cessione della nostra già minata sovranità monetaria
dalla Banca d’Italia alla Banca centrale europea SA per una moneta, l’euro che, con il tasso iniziale
di cambio imposto euro-Lira troppo elevato fu penalizzante per le nostre esportazioni. Senza più la
possibilità di emettere moneta quando il governo lo reputi giusto, con la possibilità di vendere i titoli
del debito pubblico in mani istituzionali estere e private (fino al 2006 il nostro debito doveva rimanere
in mani pubbliche e nazionali), senza neanche un governo economico a livello europeo che
possa controllare quella banda di imbroglioni, è come se ci avessero improvvisamente messo sulla
piazza pubblica per venderci al mercato degli schiavi…
E non c’è l’ombra di un dubbio che nel nostro indebitamento crescente vi sia la mano invisibile di
qualche regia occulta, occulta ad esempio come i British Invisibles, che organizzarono appunto la
riunione sul panfilo, occulta come alcuni azionisti che si nascondono nelle partecipazioni incrociate
e a catena e di cui mai si riescono a scoprire i nomi. O come i mandanti di Soros che speculò sulla
Lira per svalutarla, facendoci uscire dallo SME (Sistema monetario europeo) proprio per ostentare
lo spauracchio del rischio di “non entrare in Europa”.
L’anno 1992 fu davvero un anno cruciale per il destino del nostro paese, tant’è vero che quando
Amato divenne presidente del Consiglio qualche giorno dopo l’incontro sul panfilo, con il decreto
333 dell’11 luglio trasformò in SpA le aziende di Stato IRI, ENI, INA ed ENEL e mise in liquidazione
l’Egam. In quell’anno, quando Amato dovette far fronte alla speculazione contro la Lira di
Soros, utilizzò 48 milioni di dollari delle riserve della Banca d’Italia, dopo avere operato un prelievo
forzoso dell’8 per mille dai conti correnti degli italiani. Sempre in quell’anno mise in liquidazione
l’Efim, le cui controllate passarono all’IRI e trasformò le FS in SpA. Sempre nel 1992 Draghi,
Direttore del Tesoro preparò la Legge Draghi che entrerà in vigore nel 1998 con il governo Prodi e
si predispose una legge per permettere la trattativa privata nella cessione dei beni pubblici qualora
fosse in gioco “l’interesse nazionale”….
Prodi, che dal 1990 al 1993 fu consulente della Unilever e della Goldman Sachs, quando nel maggio
del 1993 ritornò a capo dell’IRI riuscì a svendere la Cirio Bertolli alla Unilever al quarto del suo
prezzo e a collocare le azioni che le tre banche pubbliche, BNL (diventanta della BNP Paribas),
Credito italiano e Comit detenevano in Banca d’Italia, privatizzando il 95% della stessa. Indovinate
chi scelse come "Advisor"?
Uomini della Goldman, nel senso che vi hanno lavorato sono, oltre a Costamagna e Prodi, Monti
(catapultato alla carica di Commissario), Letta, Tononi e naturalmente Draghi. Sicuramente ce ne
sono altri; molti nostri uomini politici se non lavorano per la Goldman, lavorano per l'FMI, come
Padoa Schioppa, presidente della BEI, Banca europea per gli Investimenti.
Queste sono informazioni che dovrebbero essere spiegate in lungo e in largo dalla stampa, e sicuramente
superate dagli avvenimenti - tranne articoletto del Corriere sopra - e invece sono state, e lo
sono tutt'ora, accuratamente occultate al grande pubblico, anche se per quelli che gli altri si divertono
a chiamare complottisti, per denigrarne le parole, è storia arcinota.
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L'AQUILA E IL REGIME MILITARE POST TERREMOTO

martedì 19 maggio 2009

DA UNO DEI MIEI CONTATTI MYSPACE MI E' PERVENUTA QUESTA STRANA LETTERA CHE VI RIPROPONGO:

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A un mese e mezzo dal terremoto che ha devastato la provincia de L’Aquila, la situazione è tesa, drammatica e irrisolta.

Questa lettera è stata scritta da Andrea Gattinoni, un attore che si trovava a L’Aquila per presentare un film. Le parole sono dirette a sua moglie ma rappresentano un’efficace testimonianza per tutti quelli che a L’Aquila non ci sono ancora stati.

Voglio partire da qui per far luce su cosa sta accadendo in Abruzzo. Ho contattato volontari e abitanti affinchè ci fosse un supporto alle parole di Andrea o (magari) una smentita, perciò man mano che mi arriveranno altri riscontri aggiornerò questo blog.

****************


Lettera a mia moglie scritta ieri notte


Ho visto l’Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia ciascuno agli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell’unico posto aperto, dove vanno tutti, la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando “Si Può Fare” . Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, AnnaMaria, Franco e la sua donna.

Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva. Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo.


Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all’improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c’era la parola ‘cazzeggio’. A venti chilometri dall’Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Lì???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente. Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L’Aquila.


Poi c’è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E’ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l’importante è che all’esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l’ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che lì va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che "quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l’intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente". Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti lì è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c’è più, tutto perduto.


Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perché i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C’era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie. E poi quest’umanità all’improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato lì. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai.


Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c’erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli ‘Assaggi, assaggi’. Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finché Michele non l’ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: "Non bisogna perdere le buone abitudini".


Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere.

Anzi metto in rete questa mia lettera per te.


Andrea Gattinoni, 11 maggio notte


I Vincitori

Cardiac Arrhythmias (Aritmia Cardiaca)

lunedì 18 maggio 2009

Finalmente Marco Carta nel suo habitat naturale

sabato 16 maggio 2009

Una foto in miniera del pluriraccomandato, nonchè pluriinculato cantante che l'Italia abbia mai avuto!!! Ma chi te c'ha mannato n' miniera a De Filippi...?!

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Cane ingroppa una signora di mezza età

Il Ballo della Digos

venerdì 15 maggio 2009

Autodafè

Che Polpettone...fra complottisti, anticomplottisti, complottatori, angeli, demoni, illuminati, abbronzati, pane, zuppa e pan bagnato non ci si capisce più un manico di scopa...

I Padroni del Globo

Soldati americani nel mondo (gennaio 2009)

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1. Europa occidentale e Atlantico

- Groenlandia 150

- Islanda 1.870

- Norvegia 70

- Gran Bretagna 11.800

- Germania 62.000

- Olanda 580

- Belgio 1.530

- Spagna 1.950

- portogallo 970

- Soldati in mare 7.500

Totale 88.420



2. Europa meridionale e Mediterraneo

- Italia 13.350

- Bosnia 800

- Kosovo 1.800

- Macedonia 100

- grecia 560

- Turchia 1.760

- Soldati in mare 21.000

Totale 39.370



3. Asia orientale e Pacifico

- Giappone 49.000

- Corea del Sud 31.000

- Isole Marshall 50

- thailandia 250

- Filippine 100

- Guam 3.020

- Singapore 175

- Australia 200

Totale 83.795



4. Medio oriente e Oceano Indiano

- Iraq 144.000

- Afghanistan 19.600 (dato che ci risulta notevolmente sottostimato)

- Pakistan 50

- Kuwait 25.250

- Bahrein 1.700

- Qatar 3.430

- Emirati Arabi Uniti 1.120

- Arabia Saudita 500

- Gibuti 1.800

- Diego Garcia 700

- Egitto 815

- Soldati in mare 23.000

Totale 221.965



5. America Latina

- Cuba (Guantanamo) 700

- Portorico 21.280

- Honduras 440

- Guyana 200

- Colombia 50

- Ecuador 30

Totale 22.700



Totale in tutto il globo: 456.250


Il 3 Luglio 1946

giovedì 14 maggio 2009

HO TROVATO QUEST'ARTICOLO IN RETE E VE LO RIPROPONGO, IO PERSONALMENTE NON SO SE CREDERCI O MENO, VOI CHE NE PENSATE?

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Tratto da : “The Gerson therapy. The amazing juicing programme for cancer and other illnesses”, by Charlotte Gerson
and Morton Walker, Thorsons ed.


“Per tre giorni, dal primo luglio a 3 luglio 1946, il Senato degli Stati Uniti raccolse le testimonianze
di medici oncologi di fama nazionale in relazione alla legge 1875 del Senato degli Stati Uniti,
conosciuta con il nome di Proposta di legge Pepper-Neely per la lotta contro i tumori. In questo
disegno di legge i senatori Pepper e Neely raccomandavano uno stanziamento di 100 milioni di
dollari USA nel bilancio del governo degli Stati Uniti per finanziare le ricerche sul cancro e trovare,
una volta per tutte, un modo per curare questa malattia maligna.
A seguito della relazione presentata da un medico e da un avvocato di Washington D.C., consulenti
del senatore della Florida Claude Pepper, in cui si diceva che per la prima volta nella storia, un certo
dottor Max Gerson disponeva appunto di un trattamento efficace per la cura dei tumori, il senato
degli Stati Uniti invitò il medico a illustrare il suo approccio terapeutico per curare il cancro. Di
conseguenza il dott. Gerson si presentò con cinque pazienti guariti dal tumore e sottopose le cartelle
cliniche di altri cinque pazienti alla sottocommissione Pepper-Neely della Commissione per le
relazioni con l’estero del Senato del settantacinquesimo Congresso.
La testimonianza resa dallo specialista e dai suoi pazienti ebbe un impatto tale da spingere il
senatore Pepper a indire una conferenza stampa per informare i mezzi di comunicazione dei risultati
della Terapia Gerson. Tuttavia, l’azione di lobbismo in favore delle multimiliardarie
Pharmaceutical Manufacturers’ Association (PMA), dell’American Medical Association (AMA) e
dell’American Cancer Society (ACS), riuscì a far passare sotto silenzio la conferenza stampa
radunando tutti i giornalisti a un cocktail party che si svolse contemporaneamente alla conferenza e
dove sarebbero state servite ricche pietanze e vino e dove alcolici sarebbero sgorgati a fiumi.
L’unico giornalista che preferì assistere alla presentazione del metodo Gerson fu Raymond Gram
Swing, giornalista radiofonico per la rete American Broadcasting Corporation (ABC).
Durante la seconda guerra mondiale, Raymond Swing era stato un famoso corrispondente. Swing
partecipò alla conferenza stampa del Senato nel corso della quale prese un’infinità di appunti che
poi utilizzò per la sua trasmissione pomeridiana East Coast, mandata in onda dalla ABC alle 18.00
di mercoledì 3 luglio 1946. Di seguito riportiamo l’intervento di Raymond Gram Swing che venne
trasmesso in ogni stato dell’America settentrionale:
…”Spero che il tempo mi darà ragione se questa sera, invece di parlarvi dell’accordo su Trieste concluso dai ministri
degli Esteri a Parigi, o della continua crisi dell’OPA a Washington, o perfino del presidente Truman che ha firmato la
legge Hobbs contro la malavita organizzata, parlerò invece di una straordinaria udienza sul cancro e sulla necessità di
indirizzare la ricerca verso nuovi campi, tenutasi ieri di fronte alla sottocommissione del Senato a Washington.
Al Congresso è stata presentata, con lo stesso fervore che fu manifestato per la discussione a favore dell’energia
atomica, una proposta di legge, chiamata Pepper-Neely, che prevede lo stanziamento di cento milioni di dollari per la
ricerca sui tumori e affida l’incarico a scienziati con perspicacia e intelligenza tali da poter risolvere il problema.
Questo da solo potrebbe rappresentare un buon argomento per una trasmissione, un esempio di come una grande
democrazia può utilizzare le proprie risorse intellettuali e finanziarie. Ma ieri l’esposizione si è rivelata incredibilmente
avvincente a seguito di dichiarazioni di portata eccezionale rilasciate in presenza della sottocommissione presieduta dal
senatore Pepper, che sovrintendeva l’indagine conoscitiva su questa proposta di legge.
A prestare testimonianza era stato invitato il dott. Max Gerson, scienziato rifugiatosi in America e ora residente a New
York. Il dott. Gerson fece testimoniare, uno dopo l’altro, cinque suoi pazienti. Erano stati scelti per rappresentare i
cinque tipi di tumore più diffusi e ognuno di loro dimostrò che il metodo Gerson aveva avuto ciò che può essere
prudentemente descritto come “effetto favorevole sul decorso della malattia”. E questo è già incredibile, ma lo diventa
ancora di più se si considera il fatto che il metodo del dott. Gerson si basa principalmente su una dieta che lui stesso ha
perfezionato nell’arco di una vita di ricerche e sperimentazione. Da un punto di vista medico non è ammissibile
affermare che il dott. Gerson sia riuscito a curare il cancro utilizzando un metodo alimentare, perché prima di poter
sostenere una tale affermazione devono passare almeno cinque anni senza che il cancro si ripresenti. Con la sua dieta il
dott. Gerson ha curato casi di tubercolosi e di altre malattie, ma negli Stati Uniti si sta occupando di tumori solo da
quattro anni e mezzo. Ciononostante, un metodo in grado di offrire anche solo una possibilità di guarire con successo
alcuni dei quattrocentomila casi di tumore registrati nel nostro paese non può che suscitare grande scalpore, per quanto
cautamente possa essere enunciato. Non ci sarebbe bisogno della legge Pepper-Neely per stanziare cento milioni di
dollari per la ricerca sul cancro se allo stato attuale le ricerche fossero in grado di far fronte al problema.
Finora ho cercato di scegliere con attenzione le parole, e questo ha in parte minimizzato lo stupore e la gioia che ho
provato ieri durante la seduta della commissione Pepper. Una cosa è parlare di chimica, dieta, vitamine e altri fattori
della scienza medica, mentre un’altra è vedere, come è successo ieri durante la seduta, una ragazza di diciassette anni
che era stata colpita da un tumore al cervelletto su cui non era stato possibile intervenire chirurgicamente e che l’aveva
paralizzata. Ieri l’abbiamo vista camminare, senza sostegno, fino alla sua sedia e l’abbiamo sentita parlare con molta
chiarezza del proprio caso e del trattamento seguito. Poi è stato il turno di un uomo robusto e forte, un ex-sergente
dell’esercito. Anche lui era stato colpito da un tumore maligno al cervelletto. Dopo l’intervento avrebbe dovuto
sottoporsi a un trattamento drastico con raggi X ma non fu possibile perché i raggi avrebbero provocato danni
irreparabili al cervello. Ieri, mentre forniva la sua testimonianza, si poteva vedere che era in piena salute e ovviamente
era molto fiero della sua incredibile guarigione.
Infine ha testimoniato una donna che era stata colpita da carcinoma alla mammella che tendeva a formare metastasi. Ieri
era in buona salute e le sue parole esprimevano fiducia e sicurezza.
Senza dubbio, pochi casi che attestano un tale miglioramento non possono, da soli, modificare il punto di vista della
comunità medica. Ma costituiscono fatti concreti e non casi fortuiti, e come tali devono essere tenuti in considerazione.
E ci sono ancora molti, innumerevoli casi che potrebbero essere citati.
Dovrebbe essere compito dei ricercatori medici studiare a fondo questi fatti e portare ogni possibile speranza a una
conclusione finale.
Pertanto i sostenitori della legge Pepper-Neely possono affermare che se non si trova un modo per sconfiggere il cancro,
milioni di americani saranno condannati a morire di questa terribile malattia. Cento milioni di dollari sono poco più di
un pagamento simbolico che l’America dovrà fare per esorcizzare questa ondata di morte. E senza ombra di dubbio,
l’approccio nutrizionale del dott. Gerson è uno dei punti di partenza più promettenti.
Il dott. Gerson è stato una figura di spicco, anche se controversa, della Germania pre-hitleriana. Fu ostacolato perché
con la sua terapia nutrizionale minava alla base il metodo tradizionale per il trattamento della tubercolosi. E’ stato
assistente del dott. Foerster, famoso neurologo di Breslau, e per anni assistente di Sauerbruch, uno dei medici più
eminenti del continente europeo. La dieta Sauerbruch-Gerson per curare la tubercolosi è conosciuta nell’ambiente
medico europeo e fa parte della letteratura medica approvata. Il dott. Gerson riferì alla commissione Pepper che aveva
elaborato la sua teoria nutrizionale mentre cercava di curare se stesso da una forma di emicrania. In seguito curò altre
persone fra le quali anche un uomo affetto da tubercolosi cutanea. A Weimar il dott. Gerson fu riconosciuto come una
vera autorità nel campo della nutrizione ed è a lui che si deve il cambiamento di alimentazione dell’esercito tedesco, il
quale passò da una dieta a base di cibi in scatola a una a base di cibi disidratati…”
Raymond Gram Swing continuò la sua trasmissione radiofonica aggiungendo ulteriori informazioni.
Non appena terminò, il centralino dell’emittente American Broadcasting Corporation (ABC) di
New York cominciò a lampeggiare come un albero di Natale. Giunsero telefonate da ogni parte del
paese per avere ulteriori informazioni sulla terapia Gerson. Ma all’ascolto c’erano anche
rappresentanti di più oscure e influenti potenze commerciali e politiche. I dirigenti delle società
farmaceutiche produttrici di agenti citotossici (Chemio-Terapia) per la cura del cancro, soci della
PMA, minacciarono l’emittente di annullare tutti i loro contratti pubblicitari per i medicinali da
banco, ciò avrebbe comportato per l’emittente ABC una perdita sulle entrate annuali di decine di
milioni di dollari.
A distanza di due settimane da quella fatidica trasmissione con la quale si metteva al corrente
l’opinione pubblica dell’esistenza di una potenziale cura per il cancro, e dopo trent’anni di lavoro
dedicati alla stessa emittente, Raymond Gram Swing fu destituito dal suo incarico di giornalista
radiofonico per la ABC.
Vi interesserà sapere cosa ne fu del fascicolo n. 89471 che costituiva la proposta di legge presentata
da Pepper e Neely. I lobbisti lavorarono con tale alacrità, sostenuti da quattro senatori anch’essi
medici, che la proposta fu bocciata. Ancora oggi il fascicolo n. 89471 giace dimenticato sotto strati
di polvere negli archivi del poligrafo del governo degli Stati Uniti.
Perché più di mezzo secolo fa il Senato degli Stati Uniti non approvò lo stanziamento per la ricerca
sul cancro che gli era stato sottoposto ?
La prevenzione o la cura per quegli americani che si ammalavano di cancro non era forse
abbastanza importante ?
Perché i senatori non chiesero agli oncologi almeno di testare la terapia Gerson quando ne ebbero
l’opportunità ?....
Forse perché la Guerra del Cancro era già stata vinta.
In realtà, la storia della “scoperta della cura del cancro” è vecchia, molto più vecchia, vecchia di
almeno 150 anni, o forse più, volendo risalire fino a Ippocrate di Kos e a ciò che dicevano i medici
romani già nel Secondo Secolo Dopo Cristo….
Phillip Day, nel suo libro “Cancro, se vuoi la vita prepara la verità”, Credence Publications, 2003,
riprende gran parte del lavoro fatto dal grande scienziato americano Ernest Krebs, con le sue
riscoperte in merito all’utilizzo della vitamina B17 nella cura del cancro.
Ciò che segue sono appunti parzialmente tratti da diversi testi fra cui il libro di Phillip Day, di cui
comunque, da parte dell’autore del presente lavoro, dott. Giuseppe Nacci, non si condivide la teoria
trofoblastica come noxa eziopatogenetica, preferendo invece ritenere il tumore come una “semplice
conseguenza di carenze vitaminiche protratte nel tempo con successiva impossibilità da parte delle
cellule vecchie di andare incontro alla normale apoptosi per carenza estrema di vitamine adatte al
normale funzionamento apoptotico insito nel sistema del DNA”.
In questa luce, la vitamina B17 è una vitamina naturale di “seconda linea” che interviene quando le
vitamine naturali (vedi capitolo 5: “vitamine NATURALI che fanno suicidare i tumori”) risultano
essere insufficienti a tenere sotto controllo il turn-over cellulare, e cloni di cellule maligne hanno
iniziato a formarsi nell’organismo, eludendo, almeno in parte, le difese immunitarie normalmente
preposte, in primis nei linfonodi prossimali al tumore, come i linfociti Natural Killer (vedi Quinta
Dichiarazione d’Intesa).
La storia “moderna” della vitamina B17 iniziò nel 1830, quando due scienziati francesi, Roubiquet
e Bontron-Chariand, purificarono per la prima volta una strana vitamina, a cui fu dato il nome di
Amigdalina o vitamina B17.
Sette anni dopo, due scienziati tedeschi, Von Liebig e Woehier, scoprirono che questa strana
vitamina, normalmente contenuta in tutti i semi della frutta (ad eccezione degli agrumi) poteva
essere scomposta da uno specifico enzima, e soltanto da esso, in ioni-Cianuro, Benzaldeide e
Glucosio.
Il passaggio all’uomo, per terapie medico-oncologiche, seguì di pari passo, essendo anche nota nella
Medicina Classica Occidentale l’utilizzo dei semi amari della frutta per la cura di una strana
malattia metabolica, a quel tempo molto rara, chiamata “cancro”, ma che era conosciuta fin
dall’antichità: ad esempio, nel Secondo Secolo Dopo Cristo i medici romani si erano accorti che il
cancro era frequente nella popolazione povera di Roma e non di coloro che vivevano nelle
campagne, ed avevano messo in relazione questa strana malattia con un’alimentazione troppo
proteica e amidacea (legumi iperproteici come le lenticchie e pane povero di cattiva qualità).
Già allora era anche nota a tutti i medici romani la famosa affermazione di Ippocrate di Kos,
fondatore della Medicina Classica Occidentale, in merito alle cure del cancro: “…il cancro non si
cura con il ferro del chirurgo, ma con la dieta vegetariana e le erbe mediche…
Così come era anche ben nota un’altra grande massima del grande medico greco: “… fa che la
medicina sia il tuo cibo, e che il cibo sia la tua medicina…”
(Nota dell’autore del presente lavoro, dott. Giuseppe Nacci: personalmente si ritiene che se il paziente tumorale è in
grave pericolo di vita immediata, l’intervento chirurgico debba sempre essere eseguito; sicuramente, ai tempi di
Ippocrate la chirurgia non era paragonabile a quella attuale).
Così, quindici anni dopo le prime esperienze scientifiche francesi, nel 1845, la rivista medicoscientifica
francese “Gazette Medicale de Paris”, (1845, No. 13, pp.: 577-582) e, successivamente,
anche quella tedesca “Journal Chirurgie und Augenheilkunde”(1846, No. 35, pp.. 7-28), descrissero
il primo caso di terapia metabolica con vitamina B17 per la “cura del cancro”, ad opera del medico
russo Inosmetzeff, professore presso l’Università Imperiale di Tutte le Russie di Mosca: la terapia
era stata eseguita su un ventenne tumorale, e la terapia era consistita in 46 grammi di Amigdalina
somministrata per 3 mesi; il grande medico russo aveva curato anche una donna di 48 anni, con
estese metastasi da cancro ovarico, e questa donna, nel 1845, risultava essere ancora viva dopo ben
11 anni dalla terapia metabolica con Amigdalina: in entrambi i casi, il dott. Inosmetzeff affermò di
non aver notato mai effetti collaterali da parte della vitamina scoperta dai francesi nel 1830 e meglio
caratterizzata dai tedeschi nel 1837.
Ma fu soltanto più di un secolo dopo, nel 1950, che uno scrupoloso ricercatore americano, Ernest
Krebs, iniziò a curare di nuovo il cancro con questa strana vitamina, che, dopo averla fatta bollire,
evaporare in alcool, e quindi decantare in piccoli cristalli bianchi, ribattezzò “Laetrile”.
La parola “Laetrile” è un acronimo della parola “LAEvomandeloniTRILE-glucoside. Essa è quasi
equivalente all’Amigdalina naturalmente contenuta nei semini amari della frutta, con l’unica
differenza di una molecola in meno di glucosio. Infatti la sua struttura chimica è: D-1
mandelonitrile-beta-glucuronide, mentre l’Amigdalina è D-mandelonitrile-bi-glucoside.
Esistono almeno una dozzina di altri glucosidi cianogenetici (nitrosilidi) simili all’Amigdalina,
contenuti in ortaggi, frutta (compresi i limoni), cassava, legumi e cereali (Oke: “the role of
hydrocyanic acid in nutrition”, in “World Review of Nutrition and Dietetics”, Vol. II, Bourne G.H.,
ed. Basel: S.Karger, 1969, pp.: 170-198; Krebs E.: “The Nitrilosides in Plants and Animals”, New
Rochelle: Arlington House, 1974, pp.: 145-164).

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