Il paganesimo in Italia

lunedì 29 giugno 2009

Intervista al prof. Sandro Consolato
di Francesco Mancinelli (www.juliusevola.it)

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Cominciamo dalle radici… l'Europa ha effettivamente delle "radici giudaico-cristiane", come si vorrebbe da più parti?
"Il giovane Evola di Imperialismo pagano proclamava l'Antieuropa, mettendo in guardia contro un pericolo euro-cristiano… Comunque, una cultura europea marcatamente unitaria, dall'Atlantico agli Urali, dall'Islanda a Malta, si è in effetti avuta solo col Medioevo, con la cristianizzazione del nostro continente, cioè di terre e popoli cui il cristianesimo primitivo era estraneo, poiché nato in ambito etnico e religioso giudaico. Ma proprio perché il cristianesimo è originariamente un fenomeno allogeno, non si può parlare di radici profonde dell'Europa senza riferirsi al mondo precristiano, con le tradizioni ellenica e romana e con quelle dei popoli celtici, germanici, baltici e slavi, che hanno poi dato un loro colorito alle società cristiane".

Ma la spiritualità europea deve tener conto di religioni viventi, non estinte…
"Beh, intanto vi sono alcuni paesi europei che hanno dato un riconoscimento giuridico all'esistenza e alla pratica dell'antico paganesimo. L'Europa intera deve tener conto di fatti simili, anche allargandosi ad Est: in Lituania il paganesimo indigeno, riconosciuto anch'esso dallo Stato, ha una storia lunga e vivace, ad esempio. Una nostra delegazione, guidata da Daniele Liotta, invitata in Lettonia alla Conferenza internazionale delle religioni etniche del giugno 2007, ha potuto constatare come lì l'essere pagani sia un fatto normale, un dato della stessa identità nazionale. Il giorno del Solstizio i pagani entrano gratis nei musei, ad esempio".

E in Italia, la patria dei Romani?
"Quando si parla di paganesimo bisogna tener distinti due fenomeni: la religiosità popolare e le tradizioni élitarie. Nei paesi celtici, scandinavi, baltici e slavi, rispetto a quelli mediterranei, cioè l'Italia e la Grecia, il paganesimo popolare è forse riuscito nei secoli, e in certe aree, a rimanere più autonomo dal cristianesimo, però solo in ambito mediterraneo (in cui comunque restano interessantissime sopravvivenze popolari pur sotto veste cristiana) sembrano esserci state sempre delle élites pagane, e ciò lo si deve proprio alla continuità della superiore cultura greca e latina, veicolo fino a noi del neoplatonismo, che è poi il più alto paganesimo filosofico, dell'ermetismo alchemico e di riti più propriamente legati alla religione civica e privata del mondo classico. Nel Rinascimento, cioè non appena si allentano i vincoli del controllo religioso medievale, poi rinserrati da Riforma e Controriforma, si hanno forme palesi di reviviscenza pagana che non si possono spiegare senza una continuità sotterranea attraverso i secoli. Nel 400 in Grecia c'è la repubblica pagano-platonica di Giorgio Gemisto Pletone, in Italia l'Accademia Romana di Pomponio Leto, da cui si palesa la sopravvivenza del pontificato massimo pagano nella città dei papi. Tra queste due realtà vi era peraltro un rapporto, e non a caso la tomba di Pletone è in Italia. Accanto a tutto ciò c'è poi l'autonomo riprendere una ritualità pagana indirizzata agli antichi Dei da parte di singoli o gruppi, tutti appartenenti a ceti colti, poiché era dai classici latini e dai monumenti che si potevano attingere formule, costumi, pratiche religiose".

Nell'Italia contemporanea cos'è rimasto?
"La più decisa affermazione pubblica circa la permanenza fino a noi di un centro iniziatico - il che vuol dire della tradizione esoterica - pagano italico-romano fu fatta nel 1928 da Arturo Reghini su una prestigiosa rivista di scienze iniziatiche, UR, diretta da Julius Evola, a sua volta autore nel 1928 del già ricordato Imperialismo pagano, che invitava esplicitamente il neonato regime fascista a far proprio il riferimento spirituale al paganesimo imperiale. In un suo articolo firmato con pseudonimo (tutti i collaboratori della rivista avevano l'obbligo dell'anonimato), Reghini scrisse che, per quanto potesse sembrare inverosimile, un centro iniziatico romano si era ininterrottamente mantenuto dalla fine dell'Impero fino al tempo presente, con una continuità anche fisica di trasmissione. Reghini non era uno dei tanti occultisti del Novecento, ma una poderosa figura spirituale, un insigne esploratore e rinnovatore della matematica pitagorica: le sue parole hanno un peso non indifferente. Di questo passaggio si possono cogliere solo, a volte, certe tracce lasciate nella storia culturale e politica dell'Italia. Chi vuole avvicinarsi al paganesimo, nell'Italia di oggi, deve però necessariamente guardare a ciò che gli appare più da vicino, e non aver paura di praticare dei riti senza il conforto di una secolare realtà visibile dietro le spalle, che è poi la sicurezza che si ricerca nelle grandi religioni storiche. Bisogna avere un po' il coraggio dell'umanista del Quattrocento, o dello studente dell'Ottocento, che, leggendo di una preghiera o di un rito di offerta in un classico latino, ha detto a se stesso: "E se lo facessi io, che accadrebbe?".

Quali sono oggi i gruppi, le personalità del paganesimo italiano?
"In Italia vi sono individui e gruppi che si richiamano genericamente al paganesimo, o che lo intendono in senso non romano-italico e nemmeno classico, ma celtico o addirittura nordico, odinistico: un non senso, perché se nell'Italia antica e poi nelle tradizioni popolari esiste una componente celtica, Odino in Italia non è mai stato di casa: i Longobardi, di cui peraltro sono un simpatizzante, arrivarono in Italia già cristianizzati, pur se malamente; i Normanni del Sud, poi, non erano più i Vikinghi pagani… Ma esistono gruppi che non amano la pubblicità, che non fanno riviste, che non hanno siti internet. Il Movimento Tradizionale Romano cui appartengo, ha scelto la strada di una presenza culturale attiva ed esplicita, ed ha gruppi in varie regioni d'Italia. A livello pubblico va segnalata anche l'Associazione Romania Quirites di Forlì. Noi del MTR operiamo culturalmente con un sito ed un forum in internet (www.lacittadella-mtr.com e www.saturniatellus.com), ma soprattutto con la rivista cartacea La Cittadella (c'è anche Arthos, ma solo in parte tratta di argomenti pagani). Comunque, ciò che caratterizza il MTR è l'aver raggiunto uno status culturale riconosciuto, che lo porta al dialogo con personalità del mondo accademico e alla simpatia da parte di intellettuali non conformisti. Certo: l'attività culturale di per sé non rende nessuno più pagano di un altro, però è evidente che la qualità di tale attività aiuta a legittimare socialmente l'attività più strettamente spirituale".

A proposito di attività culturale, Lei ha collaborato anche al volume collettivo di Ar Il 'gentil seme', che si interrogava proprio sulle radici dell'Europa…
"Sì, ha fatto bene a citare quel volume. Guardi, io lo considero una delle più efficaci testimonianze dell'esistenza in Italia di una cultura pagana di alto livello, capace di misurarsi con le grandi questioni filosofiche, storiche, politiche. Le Edizioni Ar, specialmente negli ultimi anni, hanno dato anche loro un grande contributo a rendere normale il parlare di paganesimo".

In Italia, ma non solo, il paganesimo ha una storia che si intreccia con il fascismo prima e col neofascismo, il radicalismo di destra poi. Come lo spiega?
"Il fatto è che fin dai suoi albori il fascismo ha interessato certe personalità e certi ambienti, che ritenevano il movimento di Mussolini una grande occasione storica per ridare all'Italia un grande ruolo storico, che il richiamo a Roma rendeva un obbligo. E' vero per Giacomo Boni, per Arturo Reghini, per Julius Evola. Ed è per questo che un pagano italiano, oggi, può benissimo affermare di non essere fascista, ma di certo non può dichiararsi antifascista. Contrariamente a quello che si crede, nel neofascismo il paganesimo romano non ha avuto molto rilievo. Ora, il paganesimo può anche essere un dato filosofico élitario, ma la romanità deve sempre tradursi in realtà politica, in ordine statuale, sociale. Tuttavia la nascita dei Dioscuri, in seno ad Ordine Nuovo, alla fine degli anni 60, è stata molto importante. Scrivere pubblicamente, come fecero loro, che per ridare un ordine tradizionale non solo all'Italia ma al mondo intero bisognava riaccendere a Roma il fuoco di Vesta non era cosa da poco, soprattutto allora".

Ma qual è la vita religiosa di un pagano romano dei nostri giorni?
"E' una vita centrata su un culto che è da dirsi privato anche quando è comunitario, poiché la religione dei Romani era innanzitutto la religione dello Stato romano (i suoi sacerdoti erano magistrati, questo non va dimenticato), e per essere pienamente ripristinata occorrerebbe un culto pubblico dello Stato. Il culto privato, come peraltro quello pubblico, è scandito dall'antico calendario romano, con le sue calende, none ed idi. Da molti anni Renato del Ponte, personalità di spicco del tradizionalismo romano dei nostri tempi, edita un calendario che ci avvicina al tempo sacro dei nostri maggiori. Vorrei però concludere dicendo che gli antichi, romani o greci che fossero, non sapevano di essere pagani e politeisti. Il primo è un termine polemico coniato dai cristiani con riferimento alle sopravvivenze di antichi culti nei pagi, cioè nei villaggi rurali, il secondo un termine scientifico moderno. I nostri antichi sapevano solo di essere pii e religiosissimi e che come tali dovevano venerare più Dei, non perché ignorassero una unitaria realtà metafisica ma perché sapevano che tale realtà si esplicita in una meravigliosa pluralità di forme e funzioni che rendono il cosmo sacro e bello. Se i due termini, pagani e politeisti, servono semplicemente a far capire subito: il primo che ci riferiamo alla spiritualità precristiana, il secondo al pantheon classico, allora possiamo anche definirci pagani e politeisti; se devono generare confusione (ad es. permettendo che si venga associati a sgradevoli occultismi new age), allora è meglio privilegiare la definizione di tradizionalisti romani, sempre che sia di questi ultimi che si parla".

Sta prendendo le distanze dal termine "pagano"?...
"No, per nulla. Nel termine pagano vi è un segno distintivo radicale, non compromissorio con ciò che è venuto dopo, che spesso è utile per sfuggire alle insidie di certe visioni spiritualiste, per le quali il "buono" del mondo antico sarebbe stato definitivamente assimilato dal monoteismo cristiano ed islamico. E poi, anche nella cultura accademica il termine paganesimo viene correntemente usato per riferirsi non solo alla religiosità greca e romana, ma alle stesse filosofie e letterature antiche, da Platone a Proclo, da Omero a Virgilio. Insomma, il paganesimo è il dato originario della cultura europea: non può essere un termine criminalizzato, né appioppato a fenomeni d'altra origine, come è d'uso nel parlare del papa e dei vescovi, che gridano al ritorno al paganesimo ora per il satanismo ora per il matrimonio gay".

http://www.juliusevola.it/documenti/template.asp?cod=671

GRAZIANO CECCHINI - LETTERA AI GIOVANI

sabato 27 giugno 2009

GRAZIANO CECCHINI LETTERA AI GIOVANI Fiuggi, 27 giugno 2009

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Gioventù Italiana da

Dove eravamo rimasti!!!

Io Noi insieme per ripartire da dove fini il XX secolo della nostra storia

da Fuggi si riparte per entrare con forza nel XXI secolo e continuare il cammino ….


Dopo un lungo silenzio e dopo la distruzione dei nostri sogni, ecco che nuovamente giunge...

Un nuovo, l’unico, sogno possibile, quello di essere fieri di un grande passato, quel passato che rese possibile quello che noi oggi consideriamo il nostro trampolino per slanciarci verso nuove conquiste , quel passato - che noi consegniamo alla storia mantenendo saldi i principi fondamentali . sono sicuro e convinto che li riconoscerete: il valore e la modernità di questo sogno che noi trasformeremo in realtà politica , riconoscerete la voce che vi ha chiamato a raccolta nei momenti difficili e che ha vissuto con voi le giornate + difficili delle lacerazioni del nostro mondo- un tempo la mia generazione scrisse sui muri “in un mondo di topi si erge un popolo di Lupi” ecco oggi noi dobbiamo essere dei lupi famelici noi dobbiamo divorare la politica portando i nostri valori abbandonando le liturgie che ci hanno fatto perdere decenni e per colpa di queste siamo stati bloccati nella palude della mistificazione . con nuovo slancio si riparte alla velocità del gigabyte , innovativi e forti come novelli guerrieri del XX1sec.
Ho tardato qualche tempo prima di indirizzarmi a voi -perché, dopo un periodo di isolamento morale, etico e politico era necessario che riprendessi contatto con voi- Giovani

Voi spina dorsale più volte sfruttata e non compresa , oggi noi tutti,… insieme! Possiamo affrontare serenamente e senza pregiudizi la nuova strada- oggi effettuiamo il primo piccolo passo per affrontare il lungo percorso , che con energia innovazione coraggio ci porterà alla vittoria! Voi siete il Futuro! Convincetevi di questo e nulla sarà impossibile, sorridete alla vita e alle logiche di chi scelse la via del servilismo sotto ogni forma – rivendicate con energia

L’appartenenza alla tradizione – rivendicate la voglia di vivere ! ricordate nulla è impossibile.


Radio, Tv giornali non ammettono lunghi discorsi, non spiegano il momento storico parlano solo di Nani , e mignotte cosi come la politica che non sa + cosa si deve fare per risolvere i problemi del nostro paese, Senza ricordare per ora i precedenti, la situazione è ben conosciuta noi saremo la coscienza del paese noi saremo con forza il rivelatore di tutte le emergenze, aldilà del concetto convenzionale di destra e sinistra – noi saremo Né destra né sinistra.

Noi saremo la nuova vita, è la più incredibile delle avventure. Noi siamo l’innovazione politica del XXI secolo noi ci siamo entrati .
II colloquio politico con altre entità è superfluo e devastante Noi! Invece saremo la calamita che attrarrà i migliori e questo ci renderà + forti aldilà delle logiche di convivenza politica elettoralistica e partitocratica .

Perché sono convinto che- oggi è impossibile Trovare un uomo politico col quale fare un ragionamento libero da qualsiasi condizionamento, poiché il compromesso e prassi del sistema. Questo mi fa pensare che Lo scoppio della crisi politica è imminente.
E' già accaduto, in pace e in guerra, che un ministro sia dimissionario, un sottosegretario silurato, una ballerina che diventa ministro - un somaro sindaco . dimenticando : un fatto unico nella storia che un uomo il quale, convinto delle proprie idee possa cadere nella logica partitocratica come le varie entità di cui siamo circondati, per anni abbiamo sopportato il fardello delle ghettizzazioni e siamo riusciti con energia ad essere vivi –,hanno un piatto di lenticchie che chiamano potere – cercano di continuare nella logica della ghettizzazione – vorrebbero relegarci nuovamente nella liturgia più becera della contrapposizione ideologica , ma questa volta non l’ho permetteremo! Loro hanno fatto la scelta – di essere camerieri della politica è per questo si sono comodamente seduti sulla poltrone dell’antifascismo -dell’anticomunismo dell’anti - … noi rivendicando le radici del nostro passato diciamo ancora una volta ,che affidiamo tutto alla storia , noi siamo uomini d’oggi noi siamo quelli del XXI secolo , fedeli alla tradizione e non permetteremo + di essere secondo la ricorrenza un giorno anti … un giorno favorevoli- non permetteremo più il Kaos ideologico chiediamo con energia di rispettare le scelte fatte. NOI non permetteremo che si venga usato il ricordo dei ragazzi caduti negli anni settanta , da chi in maniera vergognosa specula con finalità di bottega- tra fascismo e antifascismo -tra comunismo e anticomunismo...

Siamo oltre e per questo che – diciamo “NOI , NE' DESTRA NEì SINISTRA”

Con assoluta, dico assoluta, lealtà, ci faremo arrestare e ci batteremo energicamente per difendere la nostra esistenza politica .


La parola "fedeltà" ha un significato profondo, inconfondibile, vorrei dire eterno, nell'anima nostra, è la parola che nel collettivo e nell'individuale riassume il mondo spirituale cui apparteniamo.

E per questo noi non permetteremo + di essere "ostaggio" delle logiche di chi non sa cosa sia la fedeltà.


L'impresa rivelatrice sarà nell'organizzazione e dello spirito di iniziativa e della decisione di un nuovo concetto-partito giovane leggero e non ricattabile questo rimarrà memorabile nella storia del nostro paese. Col tempo diverrà leggendaria, e tutto questo dipende da voi giovani.
Qui finisce il capitolo che potrebbe essere chiamato il dramma personale di ogni uno di noi, ma esso è un ben trascurabile episodio di fronte alla spaventosa tragedia in cui i vecchi tromboni ci hanno portato . tutto questo non deve + accadere.

I governi democratici liberali e costituzionali ed aggiungo governi regime hanno gettato l'intera nazione nel baratro- delle precarietà – lavoro economia sanità l’elenco e infinito, e con questo fardello nelle loro rappresentazioni politiche ancora dicono che vogliono fare del bene al popolo. Noi dobbiamo urlare-Basta! .

Non credevo in un primo tempo che- programmi cosi catastrofici nei confronti , del paese, della nazione stessa. Ma dopo pochi giorni le prime misure indicavano che era in atto l'applicazione di un programma tendente a distruggere l'opera compiuta dal regime (scusate governo)precedente e nel fare questo dimenticavano e dimenticano che,cosi facendo-durante tutti questi anni hanno cancellato anni di storia e cultura gloriosa che aveva dato all'Italia un predominanza culturale mondiale ed un posto che nessun paese aveva mai avuto nel mondo.
Oggi, davanti alle rovine, davanti alla pochezza della politica ,che continua noi spettatori sul nostro territorio qualcuno vorrebbe sottilizzare per cercare formule di compromesso e attenuanti per quanto riguarda le responsabilità e quindi continuare nell'equivoco. Noi diciamo Basta!

Si ricercano nuove economie per salvare il lavoro si chiedono soldi allo stato si divide il paese in due velocità – nord sud si continua ad effettuare l’assistenza politica alla grande finanza.

Alle banche e nessuno guarda all’arte – che con pochi soldi e idee intelligenti può diventare la nostra risorsa energetica. Giovani !Giovani ! rendiamo possibile l’impossibile- avanti con forza e coraggio noi siamo il futuro. Noi sempre avanti Graziano Cecchini

www.myspace.com/azionefuturista Graziano Cecchini facebook

Apparizioni post mortem

Cristiano Ronaldo svisto o mai visto...

Il neoacquisto del Real Madrid nonchè neogiocattolo sessuale della 'divina' Paris Hilton come non lo avevate mai visto:

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L’Osservatore Romano: “Enrico VIII ci supplicava ma voleva intimidire”

venerdì 26 giugno 2009

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È proprio vero che il gossip non ha età. A 500 anni dall’incoronazione di Enrico VII le vicende della dinastia dei Tudor tornano in auge. Attraverso la presentazione ufficiale a Roma del documento con cui il re inglese chiedeva il divorzio da Caterina D’Aragona. Una prefetta riproduzione del tribolato caso matrimoniale che diede inizio al processo che portò allo scisma anglicano.

«Una lettera supplice, rispettosa e… intimidatoria» quella dei seguaci di Enrico VIII, precisa l’Osservatore Romano. Sottoscritta da 83 nobili, abati, vescovi e arcivescovi la lettera era rivolta a Papa Clemente VII per richiedere l’annullamento del matrimonio del re inglese con Caterina d’Aragona.

Era il 12 giugno 1530. Ora con la pubblicazione dell’inedito documento, grazie all’Archivio segreto vaticano e alla società “Scrinium”, una delle vicende più chiacchierate d’Inghilterra torna a rivivere.

Il Museo della Sohah: Un ecomostro a Roma

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"Un ecomostro costruito ai piedi di Villa Torlonia. Un enorme parallelepipedo, nero come l'inferno, che terrorizzerà i residenti e soprattutto i bambini del quartiere Nomentano, che rischiano financo i maxi schermi esterni con il programma H24 della trasmissione di video sulla deportazione degli ebrei".

Da un articolo di Tommaso Martini (http://www.sindromedistendhal.com/Alzheimer/Memoria-08/museo-shoah-roma.htm ) apprendiamo però che le cose stanno anche peggio: il parallelepipedo non verrà costruito “ai piedi” della Villa, ma proprio dentro il parco (“3mila metri quadrati all’interno del parco della villa”, e cioè di un’area verde di 14 ettari: uno dei polmoni di Roma). L’articolo, pur da una prospettiva celebrativa, ricorda le proteste degli abitanti della zona che “hanno cercato di opporsi alla cementificazione del parco”. In effetti, dal blog “Via Torlonia” (che esprime le posizioni del COMITATO RESIDENTI PER LA SALVAGUARDIA DI VIA ALESSANDRO TORLONIA) apprendiamo ulteriori, sconcertanti particolari:

"La costruzione sarà di tre piani, di cui uno seminterrato, per non dare ombra ai palazzi circostanti. In tutto 10 metri d'altezza su circa 1.300 metri quadrati di base, che ne svilupperanno circa 2.500 di spazi calpestabili, per mostre permanenti e temporanee, percorsi audiovisuali, una sala conferenze di 150 posti, una biblioteca. All'esterno si presenterà come un parallelepipedo nero e lucido con un’enorme facciata liscia incisa dai nomi degli ebrei italiani deportati nei campi di concentramento dai nazisti. Facciamo un po' di conti? 10 metri quadrati in elevazione, più almeno cinque in interrato = 15 metri di altezza x 1.300 mq di superficie... fa 19500 mc. Quasi ventimila metri cubi di cemento e si ha il coraggio di dire che sarà una struttura a basso impatto ambientale?” (http://viatorlonia.blogspot.com/2007/03/il-progetto-per-il-museo-della-shoah.html ).

La data di inaugurazione dell’ecomostro dovrebbe essere quella del 16 Ottobre 2010. Il Presidente della Fondazione Museo della Shoah è il Premio Nobel Elie Wiesel (sulla carriera di questo eminente falso testimone dell’Olocausto vedi le puntualizzazioni di Robert Faurisson: http://www.ihr.org/leaflets/wiesel.shtml ).

L'ultima utopia: Primitivizziamoci!!!

mercoledì 24 giugno 2009

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A volte mi domando quali siano stati i vantaggi dell'evoluzione umana, ma non riesco a darmi delle risposte appaganti: Dai libri di storia abbiamo appreso che prima delle varie invenzioni che hanno modificato il modo di vivere dell'animale uomo, esso viveva sereno la sua vita da selvaggio non avendo altri assilli se non quello di appagare i propri bisogni primari: mangiare, bere, riprodursi ecc.

Per soddisfare tali bisogni, poi, gli uomini erano divenuti esperti cacciatori, pescatori, e raccoglitori, adoravano le forze della natura, e soprattutto non si facevano scrupoli e seghe mentali come noi moderni riguardo ai rapporti interpersonali per lo più regolati da pulsioni istintuali com'erano.

Molti di noi pensano che quel mondo, quel modo di vivere fossero sbagliati, insomma diremmo oggi, dall'alto della nostra "infinita conoscenza", primitivi;

Ciò, a veder bene, è totalmente sbagliato, infatti, checchè se ne dica, quei trogloditi, quegli uomini più simili a scimmie che all'uomo moderno, spesso raffigurati dalla storiografia progressista ed evoluzionista come esseri animaleschi, brutali e quant'altro, non erano altro che sanamente ingenui, assillati da veri problemi, senza grilli per la testa, insomma scevri da ogni sorta di viltà e vanità, giusti inquanto conformi alle leggi della natura, mentre noi con la nostra voglia di conquistare il mondo, di asservire la natura, di dominare sul creato abbiamo prodotto solo guerre, malattie e schiavitù d'ogni sorta ( soprattutto schiavitù mentali e spirituali), creando leggi che limitassero il comune sentire naturale, nonché ulteriori finti problemi come quelli di accumulare ricchezze, con la sciagurata invenzione del danaro, la brama di successo, e soprattutto le religioni normative nate per regolare i nostri istinti primordiali.

Ecco perché davanti alle catastrofi naturali siamo assaliti da un senso di alienazione e di sorpresa, proprio perché abbiamo perso la nostra qualità di uomini-naturali, divenendo esseri anarchici ed individualisti, a se stanti dal ciclo naturale, a tal punto che quasi ci vergognamo di parlare di sesso o addirittura di sbadigliare in pubblico; ci siamo coperti con inopportune foglie di fico il basso ventre e siamo diventati così esigenti, così cattivi con noi stessi e con gli altri.

L'uomo moderno è ormai schiavo delle prigioni che si è fabbricato nel corso della storia, del ‘velo di maya’ che egli stesso ha steso sulla realtà delle cose che lo circondano, ma soprattutto sui suoi occhi; fittizie ed ingiuste sono le istituzioni da egli create , falsi e innaturali sono il mito del progresso e della civiltà.

L'uomo dovrebbe ritornare a vivere "selvaggiamente", senza finti moralismi e buonismi di tal sorta atti solo a mascherare una realtà tragica, ovvero, che abbiamo perso i nostri legami con la verità selvaggia, animalesca, e naturalmente giusta, costruendoci falsi miti divenendo più brutali dell'homo-erectus, perché non combattiamo più per la sopravvivenza, ma per impossessarci dei beni della natura e degli altri uomini al fine di accumulare ricchezze, facendolo con armi e con mezzi diabolici, sovrumani, come bombe nucleari, macchine da guerra sempre più sofisticate, trivellando il sottosuolo, creando scompensi geologici, in cerca del fottutissimo petrolio.

Mentendo a noi stessi, ci reputiamo migliori dei nostri progenitori, solo perché presi da un insensato falso pudore abbiamo cominciato a coprirci, solo perché ci siamo agghindati di superficialità snaturando noi stessi.

Non siamo più liberi, ma soltanto sacchi vuoti benché il nostro cervello sia pieno zeppo di congetture (astruse quanto false tra l'altro); siamo dei burattini insipienti che non hanno più il coraggio di esprimere le loro sensazioni, le loro emozioni, celando i nostri volti dietro maschere borghesi foriere di finti sorrisi e coltelli nelle reni.

L'uomo dovrebbe rendersi, invece, conto della sua natura, che è violenta, che è costruttrice e distruttrice al tempo stesso, e ritornare bambino, come lo era qualche miliardo di anni fa, o come lo era, più semplicemente, prima dell'avvento delle religioni normative(ebraismo,cristianesimo,islam). Cioè quello che dico è: Primitivizziamoci, il che non vuol dire tornare all’età della clava, ma riscoprire quell'ormai sopito, ma non del tutto estinto, fanciullino pascoliano che è in noi.

Il Bohemien

Il Volgo

sabato 20 giugno 2009

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Nelle azioni di tutti li uomini, e massime dè principi, dove non è iudizio da reclamare, si guarda al fine. Facci dunque uno principe di vincere e mantenere lo stato; e mezzi sempre saranno iudicati onorevoli e da ciascuno laudati: perché el vulgo ne va preso con quello che pare, e con lo evento della cosa; e nel mondo non è se non vulgo.(Niccolò Machiavelli)

Mousavi: un mostro che l’Occidente fa finta di non vedere

giovedì 18 giugno 2009

Da: (Giornalettismo)

http://www.giornalettismo.com/

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Mentre l’Occidente sta con il fiato sospeso sperando che la piazza rovesci il regime iraniano, nessuno si rende conto che quella piazza è aizzata da un candidato peggiore di Ahmadinejad.

È curioso come l’opinione pubblica e i media dell’Occidente in questi giorni si siano schierati a favore di Mousavi senza minimamente essersi informati sul suo passato e soprattutto sulle sue idee politiche attuali. Con questo articolo cercheremo di rispondere a due domande: chi è Mousavi?; e, soprattutto, l’Iran sarebbe diverso con Mousavi?

CHI È MOUSAVI? – Mir-Hossein Mousavi Khameneh è stato il principale candidato dell’opposizione nelle appena svolte elezioni iraniane. All’interno del panorama politico iraniano è considerato un riformatore. Il che per i canoni dell’occidente democratico rimane comunque un conservatore di stampo fascista. Mousavi non arriva dal nulla. Non è parte di un progetto rivoluzionario nato nell’illegalità, nel sottosuolo della resistenza, fuori dai palazzi del regime. Mousavi è stato parte del regime per quasi un decennio. Fu infatti il Primo Ministro (la più alta carica in Iran prima della riforma presidenziale) della Repubblica Islamica d’Iran dal 1981 al 1989. Fu prima ancora tra i rivoluzionari che nel 1979 seguirono Khomeini nella sua rivoluzione culturale islamica e scacciarono lo Shah. Fu quindi uno tra i fondatori del regime attuale. Come Primo Ministro iraniano condusse la guerra contro l’Iraq in cui morirono quasi un milione tra irakeni e iraniani. Fu durante il suo mandato che il governo iraniano decise di mandare sul campo di battaglia 100.000 bambini per pulire i campi di mine, arruolandoli nel corpo dei volontari Basij. Negli anni terribili del rapimento degli americani all’ambasciata americana di Teheran nel 1979, Mousavi dichiarò che quell’atto era necessario e faceva parte del “secondo stadio della nostra rivoluzione”.Sotto il suo mandato vennero uccisi per impiccagione migliaia di dissidenti politici, criminali, donne fedifraghe e omosessuali. Altri vennero uccisi dai servizi segreti e dai Pasdaran. È del 1988 invece la fatwa di Khomeini contro lo scrittore Salman Rushdie, reo di aver scritto “Versetti satanici”. Fondamentalisti in tutto il mondo si mobilitarono per ucciderlo e diversi traduttori della sua opera furono assassinati o feriti (incluso quello italiano). Mousavi appoggiò in pieno la condanna a morte di Rushdie e si felicitò della mobilitazione internazionale dei fedeli khomeinisti, definendo Rushdie “uno strumento dei sionisti contro l’Islam”. Nello stesso anno Mousavi dichiarò Israele un “tumore canceroso” da eliminare. L’anno prima definì gli Stati Uniti d’America “il grande Satana”. Tutte frasi e concetti ricorrenti nella retorica iraniana. Di fatto Mousavi fu il fondatore della politica isolazionista e fondamentalista dell’Iran. Negli anni ’80 fondò e finanziò il gruppo terroristico sciita Hezbollah in Libano e fu accusato di essere tra i mandanti degli atti di terrorismo internazionale di quegli anni, dalla Germania all’Argentina. Fu anche l’architetto dietro il MOIS, i servizi segreti iraniani, su modello del KGB sovietico, che in quegli anni torturava e uccideva i dissidenti interni.

L’IRAN SAREBBE DIVERSO CON MOUSAVI? – Per rispondere a questa domanda bisogna capire quale sia la facci che si nasconde dietro la maschera di Mousavi e la sua pseudorivoluzione. È ormai assodato che si tratti di Rafsanjani. E, allora, conviene chiedersi chi sia anche Akbar Hashemi Rafsanjani. Fu Presidente della Repubblica alla fine degli anni ’80, fa parte della casta clericale e del Consiglio degli Esperti, il potentissimo organo di potere iraniano (secondo solo alla Guida Suprema, l’Ayatollah). È considerato uno tra gli uomini più ricchi del paese e la sua famiglia tiene in mano l’industria del petrolio. Nel parlamento iraniano viene soprannominato “lo squalo”, per la sua tenacia e i suoi modi duri. Ma, soprattutto, fu grande amico di Mousavi negli anni della sua presidenza. Nei giorni scorsi la folla di centinaia di migliaia di persone scese in piazza per sostenere la vittoria di Ahmadinejad urlava il suo nome con rabbia, stramaledicendolo. Tutti sanno che dietro le rivolte c’è lui. Avversario storico dell’attuale ayatollah Khamenei (considerato debole), molti pensano che stia progettando di prendere il suo posto.

RIVOLUZIONE O RESA DEI CONTI? - Ma allora che sta succedendo in Iran? In poche parole, trattasi non di rivoluzione, ma di resa dei conti all’interno del regime degli ayatollah. Nei prossimi giorni potrebbe anche diventare guerra civile. Altro non è che una lotta per la supremazia all’interno del regime. Nessuno dei contendenti mette in discussione il clero, le sue leggi e le sue guide e di fatto nessuno mette in discussione il regime iraniano. Men che meno il “riformatore” Mousavi, dipinto come un rivoluzionario, ma che altro non è che un gerarca del regime in cerca di potere. Sulla carta poi, tra Mousavi e Ahmadinejad, è il primo ad essere stato il più sanguinario, integralista e di fatto “il più cattivo”. Quest’uomo, che tutti in Occidente vedono come il buon salvatore, ha sulla coscienza centinaia di migliaia di morti, mutilazioni, torture, impiccagioni, sofferenze. È responsabile dell’odio contro Israele, della fondazione di Hezbollah e di attentati terroristici al’estero. Ahmadinejad in confronto pare un agnellino.

Super Mario Revival

domenica 14 giugno 2009

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Quando la storia si ripete diventa farsa (Carletto Marx)

Blasfemo

venerdì 12 giugno 2009

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Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.

Una giapponese a roma

domenica 7 giugno 2009

Chi c'è era quest anno al Bilderberg?

lunedì 1 giugno 2009

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La lista dei partecipanti all'incontro del Bilderberg Group tenutosi in Grecia dal 14 al 17 maggio scorso:

Dutch Queen Beatrix

Queen Sofia of Spain

Prince Constantijn (Belgian Prince)

Prince Philippe Etienne Ntavinion, Belgium

Étienne, Viscount Davignon, Belgium (former vice-president of the European Commission)

Josef Ackermann (Swiss banker and CEO of Deutsche Bank)

Keith B. Alexander, United States (Lieutenant General, U.S. Army, Director of the National Security Agency)

Roger Altman, United States (investment banker, former U.S. Deputy Treasury Secretary under Bill Clinton)

Georgios A. Arapoglou, Greece (Governor of National Bank of Greece)

Ali Babaca , Turkey (Deputy Prime Minister responsible for economy)

Francisco Pinto Balsemão, Portugal (former Prime Minister of Portugal)

Nicholas Bavarez, France (economist and historian)

Franco Bernabè, Italy (Telecom Italia)

Xavier Bertrand, France (French politician connected to Nicolas Sarkozy)

Carl Bildt, Sweden (former Prime Minister of Sweden)

January Bgiorklount, Norway (?)

Christoph Blocher, Switzerland (industrialist, Vice President of the Swiss People's Party)

Alexander Bompar, France (?)

Ana Patricia Botin, Spain, (President of Banco Banesto)

Henri de Castries, France (President of AXA, the French global insurance companies group)

Juan Luis Cebrián, Spain (journalist for Grupo PRISA; his father was a senior journalist in the fascist Franco regime)

W. Edmund Clark, Canada (CEO TD Bank Financial Group)

Kenneth Clarke, Great Britain (MP, Shadow Business Secretary)

Luc Cohen, Belgium (?)

George David, United States (Chairman and former CEO of United Technologies Corporation, board member of Citigroup)

Richard Dearlove, Great Britain (former head of the British Secret Intelligence Service)

Mario Draghi, Italy (economist, governor of the Bank of Italy)

Eldrup Anders, Denmark (CEO Dong Energy)

John Elkann, Italy (Italian industrialist, grandson of the late Gianni Agnelli, and heir to the automaker Fiat)

Thomas Enders, Germany (CEO Airbus)

Jose Entrekanales, Spain (?)

Isintro phenomena casket, Spain (?)

Niall Ferguson, United States (Professor of History at Harvard University and William Ziegler Professor at Harvard Business School)

Timothy Geithner, United States (Secretary of the Treasury)

Ntermot convergence, Ireland (AIV Group) (?)

Donald Graham, United States (CEO and chairman of the board of The Washington Post Company)

Victor Chalmperstant, Netherlands (Leiden University)

Ernst Hirsch Ballin, Netherlands (Dutch politician, minister of Justice in the fourth Balkenende cabinet, member of the Christian Democratic Appeal)

Richard Holbrooke, United States (Obama's special envoy for Afghanistan and Pakistan)

Jaap De Hoop Scheffer, Netherlands (Dutch politician and the current NATO Secretary General)

James Jones, United States (National Security Advisor to the White House)

Vernon Jordan, United States (lawyer, close adviser to President Bill Clinton)

Robert Keigkan, United States (? - possibly Robert Kagan, neocon historian)

Girki Katainen, Finland (?)

John Kerr (aka Baron Kerr of Kinlochard), Britain (Deputy Chairman of Royal Dutch Shell and an independent member of the House of Lords)

Mustafa Vehbi Koç, Turkey (President of industrial conglomerate Koç Holding)

Roland GT, Germany (?)

Sami Cohen, Turkey (Journalist) (?)

Henry Kissinger, United States

Marie Jose Kravis, United States (Hudson Institute)

Neelie Kroes, Netherlands (European Commissioner for Competition)

Odysseas Kyriakopoulos, Greece (Group S & B) (?)

Manuela Ferreira Leite, Portugal (Portuguese economist and politician)

Bernardino Leon Gross, Spain (Secretary General of the Presidency)

Jessica Matthews, United States (President of the Carnegie Endowment for International Peace)

Philippe Maystadt (President of the European Investment Bank)

Frank McKenna, Canada (Deputy Chairman of the Toronto-Dominion Bank)

John Micklethwait, Great Britain (Editor-in-chief of The Economist)

Thierry de Montbrial, France (founded the Department of Economics of the École Polytechnique and heads the Institut français des relations internationales)

Mario Monti, Italy (Italian economist and politician, President of the Bocconi University of Milan)

Miguel Angel Moratinos, Spain (Minister of Foreign Affairs)

Craig Mundie, United States (chief research and strategy officer at Microsoft)

Egil Myklebust, Norway (Chairman of the board of SAS Group, Scandinavian Airlines System)

Mathias Nass, Germany (Editor of the newspaper Die Zeit)

Denis Olivennes, France (director general of Nouvel Observateur)

Frederic Oudea, France (CEO of Société Générale bank)

Cem Özdemir, Germany (co-leader of the Green Party and Member of the European Parliament)

Tommaso Padoa-Schioppa, Italy (Italian banker, economist, and former Minister of Economy and Finance)

Dimitrios Th.Papalexopoulo, Greece (Managing Director of Titan Cement Company SA)

Richard Perle, United States (American Enterprise Institute)

David Petraeus, United States (Commander, U.S. Central Command)

Manuel Pinho, Portugal (Minister of Economy and Innovation)

J. Robert S. Prichard, Canada (CEO of Torstar Corporation and president emeritus of the University of Toronto)

Romano Prodi, Italy (former Italian Prime Minister and former President of the European Commission)

Heather M. Reisman, Canada (co-founder of Indigo Books & Music Inc.).

Eivint Reitan, Norway (economist, corporate officer and politician for the Centre Party)

Michael Rintzier, Czech Republic (?)

David Rockefeller, United States

Dennis Ross, United States (special adviser for the Persian Gulf and Southwest Asia to Secretary of State Hillary Clinton)

Barnett R. Rubin, United States (Director of Studies and Senior Fellow, Center for International Cooperation)

Alberto Rouith-Gkalarthon, Spain (?)

Susan Sampantzi Ntintzer, Turkey (?) Guler Sabanci, President of Sabanci Holdings (?)

Indira Samarasekera, Canada (President of University of Alberta, Board of Directors Scotiabank)

Rountol Solten, Austria (?)

Jürgen E. Schrempp, Germany (CEO DaimlerChrysler)

Pedro Solbes Mira, Spain (economist, Socialist, Second Vice President and Minister of Economy and Finance)

Sampatzi Saraz, Turkey (banker) (?) possibly Süreyya Serdengeçti (former Governor of the Central Bank of Turkey)

Sanata Seketa, Canada (University of Canada) (?)

Lawrence Summers, United States (economist, Director of the White House's National Economic Council)

Peter Sutherland, Ireland (Chairman, BP and Chairman of Goldman Sachs International)

Martin Taylor, United Kingdom (former chief executive of Barclays Bank, currently Chairman of Syngenta AG)

Peter Thiel, United States (Clarium Capital Management LCC, PayPal co-founder, Board of Directors, Facebook)

Agan Ourgkout, Turkey (?)

Matti Taneli Vanhanen, Finland, (Prime Minister)

Daniel L. Vasella, Switzerland (Chairman of the Board and Chief Executive Officer at Novartis AG)

Jeroen van der Veer, Netherlands (CEO of Royal Dutch Shell)

Guy Verhofstadt, Belgium (former Prime Minister)

Paul Volcker, U.S. (former Federal Reserve director, Chair of Obama's Economic Recovery Advisory Board)

Jacob Wallenberg, Sweden (chairman of Investor AB and former chairman of Skandinaviska Enskilda Banken)

Marcus Wallenberg, Sweden (CEO of Investor AB, former chairman of Skandinaviska Enskilda Banken)

Nout Wellink, Netherlands (Chairman of De Nederlandsche Bank, Board of Directors, the Bank of International Settlements)

Hans Wijers, Netherlands (CEO of the multinational corporation AkzoNobel)

Martin Wolf, Great Britain (associate editor and chief economics commentator at the Financial Times)

James Wolfensohn, United States (former president of the World Bank)

Paul Wolfowitz, United States (for U.S. Deputy Secretary of Defense, President of the World Bank, currently AEI scholar)

Fareed Zakaria, United States (journalist, author, and CNN host)

Robert Zoellick, United States (former managing director of Goldman Sachs, President the World Bank)

Dora Bakoyannis, Greece (Minister of Foreign Affairs)

Anna Diamantopoulou, Greece (Member of Parliament for the Panhellenic Socialist Movement)

Yannis Papathanasiou, Greece (Minister of Finance)

George Alogoskoufis, Greece (former Minister)

George A. David, Greece (businessman, president of Coca-Cola)

Aleyster Crowley: "Storia di un mago"

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Stralcio dall'articolo "L'Occultismo moderno tra Eliphas Lévi ed Aleister Crowley"

Di Antonio D'Alonzo da Nuovi Orizzonti Europeiliber legis,



A differenza di molti altri esoteristi e occultisti, la vita stessa di Edward Alexander Crowley si confonde con l'opera. Nato a Leaminton da una famiglia di birrai molto devota (Crowley però millantava una discendenza illustre da un ceppo nobile), finì presto in un collegio religioso, e si può ironizzare sul curioso fenomeno per cui sovente proprio i giovani che crescono in ambienti familiari morbosamente osservanti, diventino, nella maturità, acerrimi nemici del cristianesimo (un altro tipico esempio di questo fenomeno di contrapposizione radicale e trasgressiva al mileu familiare è quello di Nietzsche, non a caso figlio di un pastore protestante). Il giovane Crowley si appassiona presto all'alpinismo, ma il suo stile di scalata è ritenuto dai più esperti piuttosto bizzarro. L'attrazione verso le vette, richiama ovviamente le conquiste spirituali: non possiamo ignorare che il simbolo della Montagna Cosmica è l'archetipo di qualsiasi cima o sommità. La Montagna Cosmica non è altro che un Axis Mundi, che collega la Terra al Cielo. Conquistare la vetta significa essere vicini al Centro del Mondo, ossia dimorare presso gli dei. La scalata quindi raffigura l'ascensione spirituale, e ci si potrebbe domandare come sia possibile che un occultista marcatamente satanista come Crowley abbia avuto queste predilezione per le vette. Ma il punto è che non esiste una regola dottrinale assoluta per cui il satanista deve rifuggire le cime delle montagne e prediligere, ad esempio, le profondità e gli abissi della Terra. Infatti, gli stessi abissi possono simboleggiare l'unio mystica, a riprova del fatto che l'inconscio lavora in maniera abbastanza misteriosa, e che la predilezione primordiale per un simbolo anziché che per un altro non significa alcunché.

Crowley s'interessava anche alla poesia e scrisse una sorta di poemetto nel 1898, Aceldema. Come rileva John Symonds nella sua autobiografia crowleyana, il poemetto è abbastanza insulso. Ma c'è una strofa molto significativa in cui il giovane Crowley rivela un precoce gusto per quella che potremmo definire un'ascesi spinta agli estremi limiti della penitenza e dell'automortificazione, o viceversa delle fantasie rivelatrici della presenza di spiccate pulsioni sadomaso:

Ogni degradazione e ogni infamia
Tu subirai.
Come in un sogno orrendo
Vorrei porre la testa sotto il fango
E gli escrementi delle donne indegne;
Che ti calpesteranno finché tu
Inalerai fumi mortali.

Davvero si trova in questo passo di Aceldema il rimando alle suggestioni e agli incubi lovercraftiani, ma anche tanto materiale didattico per le future rockstars, sedicenti sataniste, che calcano i palchi ai nostri giorni. Da questo momento il giovane Crowley trova la sua Via: egli decide, infatti, che diventerà un mago.

Ispirandosi al celebre passo dell'Apocalisse assume il nome di “La Grande Bestia”. Nel 1898 il giovane entra a far parte della Golden Dawn, introdotto da un chimico inglese, un certo Julian Baker. […] Crowley lascia la Golden Dawn prima del suo definitivo tramonto e inizia a viaggiare e ad accumulare esperienze iniziatiche. Si reca in Messico, dove compie dei riti d'evocazione del Serpente Piumato. Poi viaggia nel continente asiatico, dall'Indonesia al Giappone. A Madras è iniziato al tantrismo, o meglio ancora, ad una delle sue ramificazione degenerate. A Parigi, incontra Rilke, e si sposa con Rose Kelly, la sorella di un suo discepolo. Crowley descrive il suo matrimonio con Rose come "un'ininterrotta orgia sessuale", finché quest'ultima non impazzisce, dopo aver lasciato una figlia il cui nome richiamava quello della dea Lilith. Ovviamente, Crowley, da buon egotista, rifiutava quasi tutti i rapporti interpersonali, e il suo gusto parossistico verso l'esibizionismo paradossale, lo spingeva a scegliere soprannomi come "il vagabondo della Desolazione". Durante uno dei suoi soggiorni al Cairo sembra che una medium gli abbia ingiunto di fondare un nuovo ordine l'Astrum Argentinum, fondato sulla magia sexualis, che però Crowley conosceva già ampiamente dai tempi della sua frequentazione in India dei seguaci della Via della Mano Sinistra. Nel 1920, interrogando l'Yi King, Crowley si persuade che per realizzare la Grande Opera, non esiste un posto più adatto di Cefalù. Là sorgerà la sacra abbazia di Thelema ("Inferno della Cortigiana, luogo segreto dell'irrefrenabile fuoco della Lussuria e del tormento eterno dell'Amore"). Il tempio dei thelemiti era ad un solo piano, ed aveva una sola sala principale (Sancta Sanctorum). Sul pavimento era disegnato il pentagramma inscritto in un cerchio. Nel mezzo del pentagramma era collocato un altare esagonale. Sull'altare era depositato il Liber Legis. Ad Est sorgeva un trono dedicato alla Bestia ed un braciere ardente. Ad Ovest s'ergeva il trono della Donna Scarlatta. Dipinte sulle pareti del tempio, facevano mostra di sé alcuni ritratti di Crowley, unite a varie raffigurazione orgiastiche.



Si arriva poi ad uno strano ed enigmatico intreccio, ossia quello con Hitler. Non è mai stato del tutto chiaro quali siano veramente stati i rapporti tra i due. In un primo tempo, sembra che il Führer fosse vagamente turbato e suggestionato dalla Grande Bestia. Non si deve dimenticare quali fossero le radici occulte del nazismo: le SS erano un corpo d'élite iniziatico che si rifaceva ad elementi indù, germanico-nordici, e romanici (più che ellenici). Si pensa che cercassero la Thule e i Superiori invisibili, quindi è naturale che Hitler cercasse un contatto con Crowley, assimilato dalle SS ad una sorta di superuomo. Da parte sua, anche il mago inglese doveva sentire l'influsso degli elementi misteriosofici e mistici in generale del Reich. Probabilmente, per un certo tempo Crowley fantasticò anche sulla possibilità di esercitare un'influenza su Hitler. Poi si sa come sono gli inglesi: maghi neri o no, alla fine il nazionalismo dei figli d'Albione trionfa su tutto. Crowley comincia, presumibilmente, a fare la spia per il suo paese, e sembra che persino Churchill si sia rivolto a lui per ottenere la vittoria, rifiutandosi tuttavia di ascoltare fino in fondo i suoi suggerimenti.

Facendo un passo indietro, nel frattempo, nel 1923 Crowley era stato espulso dal territorio italiano, per ordine di Mussolini, il quale aveva iniziato a perseguitare tutte le associazioni segrete ed iniziatiche italiane. Thelema venne chiusa e Crowley ricominciò a vagabondare, e a circondarsi di donne. Dopo essere stato internato per un breve periodo, Crowley ormai eroinomane e folle (probabilmente come conseguenza ed effetto differito di un viaggio intrapreso qualche anno prima nel deserto algerino, per evocare uno spirito del male: Crowley ed il suo compagno d'avventura furono ritrovati mezzi morti) si crede un vampiro. Riuscirà lo stesso a morire naturalmente, alla non trascurabile età di 73 anni.

Il Nazismo Esoterico

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"La forza senza un fondamento spirituale è destinata a fallire"
A. Hitler


Sulla base di questa frase il Führer e i suoi gerarchi intrecciarono una serie di credenze esoteriche, per la formazione di una religione che esaltasse la forza, e la potenza della popolazione tedesca.
L’obbiettivo primo era la creazione di una razza "pura", fondatrice e protettrice di un nuovo ordine mondiale: il Terzo Reich.
Alla base del mito della razza pura stava la leggenda di un popolo superiore, con caratteristiche e potenzialità semi-divine: gli ariani.
Per il regime tal etnia discendeva direttamente da Atlantide, e avrebbe dominato il mondo prima di decadere a causa del vizio e della corruzione.
Per il nazismo i discendenti di questi super uomini si sarebbero sparsi per il mondo, e in parte consistente in Tibet.

Furono sovvenzionate così da parte di Hitler, ma soprattutto da parte di Heinrich Himmler uno dei maggiori esperti dell’esoterismo nazista, una serie di spedizioni nel continente asiatico, con il preciso obbiettivo di stabilire un filone di discendenza tra la popolazione tibetana, gli ariani e i tedeschi.
Himmler era profondamente convinto che la popolazione germanica derivasse da quei discendenti, e per provarlo incomincio ad effettuare una serie di misurazioni sui corpi dei tibetani.
Secondo questa teoria i caratteri principali, del così detto "tratto fisico ariano" erano una fronte stretta, caratteristiche somatiche spigolose, ed arti lunghi.
Purtroppo le SS non si fermarono alla semplice ed ingenua misurazione di crani e arti, ma proseguirono con esperimenti criminali, sui corpi dei tibetani.

Provando che i tedeschi erano discendenti naturali degli ariani, e quindi di semi-dei, si sarebbe potuto favorire la creazione di una nuova specie ariana.
I provvedimenti atti a favore di quest’obbiettivo, sono i più conosciuti per la loro drammaticità. Per prima cosa fu autorizzata la sterilizzazione, a tutti i non ariani, e a tutti i tedeschi che presentavano difetti psichici e fisici, a chi presentava problemi d’alcool, epilessia o depressione. In totale furono sterilizzati circa quattrocentomila tedeschi. Il provvedimento più duro colpì gli ebrei, che oltre ad essere considerati come strozzini, erano accusati di essere stati, con il loro comportamento, la causa prima della sconfitta della Germania nel primo conflitto mondiale; ma soprattutto erano incolpati di ostacolare la nascita della nuova razza. Le leggi razziali prima, e i campi di concentramento poi, sarebbero stati per Führer il primo passo verso la costruzione del nuovo ordine.

Hitler scriverà a riguardo:

"La più grave e crudele decisione che io abbia mai dovuto prendere.
Una misura barbarica per lo sfortunato che ne è colpito, ma una benedizione per i suoi compagni e per i posteri. La sofferenza passeggera di un secolo può liberare i millenni futuri dalla sofferenza; e lo farà."

Tale azione criminale quindi, si sarebbe giustificata tramite la filosofia per la quale, il sacrificio di pochi avrebbe giovato alla vita di molti.
Ma l’antisemitismo, e la discriminazione razziale, derivavano entrambe da correnti di pensiero esoterico molto diffuse in Germania.


La Setta Thule

Un’altra componente principale dell’odio razziale tipica del nazismo, derivava dall’associazione Thule, di cui facevano parte oltre che Hitler ed Hess, anche Alfred Rosenberg.
Questa setta credeva nella venuta di un messia germanico, che avrebbe innalzato a gloria il popolo tedesco, ma soprattutto era impegnata nella ricerca di una razza germanica pura.
Per la ricerca i membri si avvalevano di mezzi quali l’astrologia e il culto del sole.
L’emblema dell’associazione Thule era un pugnale con una croce uncinata.
La svastica era una figura comune nella cultura pagana germanica, l’immagine rappresentava, infatti, il martello del Dio Thor e raffigurava il sole artico, che era simbolo di creazione di vita e di buona fortuna. La svastica era dipinta sulle corazze e sugli scudi dei cavalieri antichi, proprio in segno d’augurio e d’onore.

Hitler cambiò tale significato e lo fece diventare il simbolo della missione e della vittoria dell’uomo ariano, contro i nemici della razza pura.
Il razzismo e l’antisemitismo, non erano però le uniche componenti esoteriche del nazismo, ma solo una parte del più vasto universo occulto che caratterizzava il nazional-socialismo. A proposito bisogna sottolineare altre due componenti essenziali dell’idea nazista: la religione del sangue, e la formazione del corpo delle SS.

La religione del sangue

Alfred Rosenberg, componente dell’associazione Thule, e massimo filosofo del regime nazista, sentì il bisogno di affiancare al movimento politico una religione adatta alla razza tedesca, che ne potesse ritrarre le virtù e la potenza.
Tale religione fu definita "La religione del sangue", che non celebrava la fede o la credenza come il cristianesimo, ma il sangue.
Il sangue, infatti, era nella tradizione nordica, e per lo stesso Rosenberg, il veicolo portante dello spirito, l’essenza della vita spirituale di un popolo, un liquido magico, che era la forma più alta d’espressione del Volk.

Come la religione cristiana anche quella nazista aveva bisogno dei propri martiri, da santificare, e su cui costruire l’immagine del sacrificio che il Führer esigeva. I martiri del regime erano per Hitler i sedici uomini uccisi nel tentativo di Putsch di Monaco del 1923. Essi sarebbero stati onorati ogni anno tramite una solenne celebrazione, a metà via tra una processione pasquale, e un rito pagano. Sarebbe stati ricordati per sempre come "i sedici immortali", poiché il loro spirito sarebbe sempre sopravvissuto fino alla fine del Reich; dato che per il Reich avevano dato la vita.
Oltre al rito della rimembranza dei "sedici immortali", Hitler dispose, che tutti gli ufficiali d’alto prestigio prestassero giuramento toccando la "bandiera del sangue", ovvero una bandiera nazista risalente al Putsch sporca del sangue di uno dei sedici immortali. Era questo una specie di battesimo nazista, nel quale erano individuabili le chiare matrici cristiane, mischiate a quelle più puramente esoteriche.

La religione si avvalse anche di ricorrenze d’origine pagana, come la celebrazione del solstizio d’estate e del solstizio d’inverno.
Il solstizio d’estate era festeggiato nella Germania pagana come rito propiziatorio di vita, ed era sancito tramite un falò, che onorava la nascita del sole. Nella Germania nazista il solstizio d’estate serviva a rievocare le virtù del sacrificio, e del prestigio, e gli enormi falò erano elevati in onore al Führer.
Il solstizio d’inverno non variava invece il suo significato, ovvero quello di festa dei morti, ma il regime la utilizzò per sottolineare la fragilità della singola persona di fronte alla vita, in contrasto all’enorme potenza della nazione unita.

Ma tali celebrazioni erano praticate e frequentate maggiormente da esponenti delle SS, o dell’esercito. La ricorrenza, infatti, più carica d’enfasi era quella che si teneva ogni anno a Norimberga (aperta a tutti), dove tramite coreografie colossali, il popolo tedesco abbracciava l’idea di appartenere ad un "ordine sacro", senza pari nel mondo e nella storia. Le adunate di massa permettevano quindi al regime di poter indottrinare la nazione, e votarla alla fedeltà senza nessun ripensamento. Questo quindi in sostanza era l’enorme potere della religione nazista.


Le SS

Il nazismo necessitava però della presenza di un ordine d’uomini, pronti a difendere il regime e la nazione, non solo sul piano militare, ma anche su quello mistico e spirituale. Heinrich Himmler stretto collaboratore di Hitler si adoperò in questo senso, per la formazione di quelli che lui stesso chiamava i "cavalieri del Reich". Le SS dovevano essere i nuovi super uomini concepiti della religione del sangue, il cui compito era mantenere l’equilibrio del nazismo, e preservarlo dai pericoli. Una specie di nuova aristocrazia tedesca, un élite di guerrieri, la cui forza era essenziale non solo per la loro sopravvivenza, ma anche per quella della razza ariana.

Himmler organizzò le SS sulla base dell’ordinamento dei cavalieri teutonici.
Ciò fu appurabile con chiarezza durante il conflitto mondiale, quando le terre conquistate ad est della Germania furono divise secondo un criterio feudale, tra gli ufficiali delle SS. Lo stesso numero degli ufficiali SS, era insito di un significato mitico. Essi erano, infatti, dodici, come dodici erano i sommi cavalieri di Re Artù, che si riunivano attorno alla sua tavola.
Himmler si basava anche sulla cultura indù, per la formazione dei suoi uomini, il rigido sistema di caste, e la reincarnazione si sposavano bene all’ideale di un’élite nazista di guerrieri destinata a conquistare il mondo. Himmler stesso era profondamente convinto di essere la reincarnazione di Re Enrico, un sovrano tedesco d’epoca medioevale, che aveva sconfitto i popoli slavi, che minacciavano la Germania. Himmler credeva che il proprio destino carmico, fosse proprio quello di guidare le sue SS alla distruzione delle popolazioni dell’est.
Per fare ciò gli uomini delle SS erano addestrati in antichi castelli trasformati in caserme, dove insieme alla dottrina nazista era insegnato l’alfabeto runico; con il chiaro obbiettivo di ricordare alle truppe il passato pagano della Germania, e in modo di mantenere sempre vivo in loro la consapevolezza di appartenere ad un ordine indistruttibile di monaci guerrieri.
Le SS quindi come un esercito mistico pronto a combattere per la gloria nazista, per la difesa della religione del sangue, e per la formazione del Terzo Reich.


La pace?

10 maggio 1941: un aereo privato si alzò da una base tedesca. In piena guerra, l'aereo volò in casa del nemico inglese.

Nella regione del Lanarkshire, nei pressi del castello del duca di Hamilton, il pilota si lanciò con il paracadute. Arrestato, chiese di parlare proprio con il duca, al quale svelò la sua identità. Era Rudolf Hess, uno dei grandi capi del governo nazista, da poco designato vice di Hitler.
All'aristocratico inglese (che era un simpatizzante del Terzo Reich) presentò un progetto di pace: in realtà una spartizione del mondo basata sulla fine delle ostilità tra Germania e Inghilterra e sulla alleanza tra le due potenze.
La guerra era troppo avanti e la proposta fu rigettata. In più i vertici del nazismo (ed Hitler stesso) smentirono Hess, definendolo semplicemente "pazzo".

Tutto quadra con un documento: l'ultima lettera dell'aviatore solitario al Führer, in cui era scritto: "Se il piano fallirà, dirai che sono pazzo"

Perchè in Inghilterra?
C'era un legame tra sette segrete e organizzazioni esoteriche tedesche e inglesi che addirittura risaliva al Seicento?
Il volo di Hess nascondeva un progetto esoterico, di sette occulte che avevano sostenuto il nazismo alle origini?
Avevano veramente simpatizzato in giovinezza Adolf Hitler, Heinrich Himmler, Hans Frank (nominato poi da Hitler governatore della Polonia) e lo stesso Rudolf Hess per varie organizzazzioni attratte dalla magia e dall'occultismo.
Alcuni decenni prima, tra Ottocento e Novecento, erano riapparsi circoli del tipo rosacroce, sia in Germania che in Inghilterra. Secondo Giorgio Galli - massimo studioso del nazismo magico - si ricreò un “ponte esoterico” tra i due Stati; quello stesso legame che aveva influito sulla Guerra dei trent’anni, devastando la Germania nel XVII secolo.
A fine Ottocento, in entrambi i paesi era nata la “magia sessuale”, teorizzata dall'inglese Aleister Crowley, noto occultista e agente dei servizi segreti inglesi. Questo personaggio era stato iniziato dal tedesco Theodor Reuss, maestro della setta occultistica denominata Ordo templi orientis.
Queste mode coinvolsero aristocratici e corpi diplomatici. A Londra, nel 1888, una serie di delitti a sfondo sessuale furono attribuiti al misterioso Jack lo squartatore, che, secondo qualcuno era un parente della regina Vittoria.
Crowley aderì alla Golden Dawn - una filiazione della Società rosacrociana - e portò in Inghilterra le idee dell'Ordine del tempio d'Oriente. Era il tempo di altre suggestioni: la dottrina segreta della russa madame Blavatsky - fondatrice a New York, nel 1875, della Società teosofica, le cui tesi interessarono Hitler giovane - e l’antroposofia di Rudolf Steiner.
Dai due movimenti vengono portati in Europa i principi orientali del Karma e della Reincarnazione. Soprattutto, però, viene affermata la possibilità di esperienze spirituali da parte di uomini superiori, capaci di slegarsi dalle convenzioni del quotidiano.
Sono principi anche presenti nel romanticismo tedesco e nelle definizioni di una razza superiore, legate alle tradizioni nordiche, con le antiche deità pagane e i miti degli eroi.

Tutto questo è più palese in Germania, ma non del tutto assente in Inghilterra, dove Rudolf Hess cercò un appoggio che lo stato di guerra non consentì.
Dopo il suo volo in Inghilterra e dopo il processo di Norimberga, Hess passò tutta la vita in carcere, facendo sempre la parte del pazzo. Morì, nel 1987, nella fortezza tedesca di Spandau. "Suicidio", si disse. Qualcuno dice però che fu ucciso. Ma chi poteva avere interesse ad uccidere un pazzo di 93 anni?
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I genitori dicono no al matrimonio e lui si taglia via il pene

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Padre e madre volevano che sposasse un'altra donna. Ora è ricoverato in ospedale


IL CAIRO - A quella ragazza un giovane egiziano doveva tenere veramente molto, al punto da tagliarsi il pene di fronte al no dei suoi genitori, che hanno bocciato la sua idea di sposarla. «I genitori volevano che sposasse un’altra donna. Allora ha preso un coltello e si è tagliato il pene», ha spiegato il responsabile della polizia locale. Il ragazzo, 25 anni, si trova ricoverato in ospedale. Le sue condizioni sono stabili ma i medici non sono riusciti a ricomporre al sua virilità. Anche i testicoli sono stati mutilati.

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